Il rischio di educare quando i bambini non sono più bambini

Di Valenti Annalena
09 Novembre 2006

Edopo i figli numero 1, 2, 3, arriva il turno della numero 4, Clara, a protestare contro il mondo intero, concentrato principalmente nella figura della sottoscritta, sua madre. Così anche la mia undicenne ha preso in mano quel sacco che aveva dietro le spalle e ha iniziato a rovistarci dentro. Capisci che la pargola “era” bambina, quando comincia a dire: «Perché bisogna fare sempre quello che decidi tu?», si passa poi alla serie di prof carogne che non capiscono «una povera bambina che si deve adattare alla prima media» e danno da studiare a memoria una poesia in spagnolo. Ci sono ancora degli spiragli in cui pensa che la mamma fa le cose per il suo bene, e la prof di spagnolo pure, e si fida ciecamente, ancora un po’ bambina, ma ormai il sacco è in mano e dovrà trovare le ragioni, come tutti i suoi colleghi, per cui quello che le diciamo è vero e buono e giusto. E noi mamme, per non soccombere a questa nuova crisi, ci ritroviamo il giovedì pomeriggio a leggere insieme Il rischio educativo.

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