Il silenzio degli innocenti

Di Pietro Piccinini
21 Ottobre 2004
Caso Buttiglione: CL e base cattolica (su Avvenire) denunciano uno strisciante “totalitarismo culturale”. Poi, dal Vaticano, venne l’invito al “silenzio”. Ecco perché i laici come Sandro Magister...

Ce l’ha messa il segretario di Stato della Santa Sede la lapide sull’ormai quasi ex-post commissario europeo con delega alla giustizia, libertà e sicurezza Rocco Buttiglione, bocciato lunedì 11 ottobre dal voto non vincolante di una commisione di europarlamentari. Venerdì 15 ottobre il cardinale Angelo Sodano confessava infatti a La Repubblica che «è difficile in questo momento dare giudizi su questa vicenda. È bene, forse, restare in silenzio». E invece almeno una voce cattolica s’era già levata. Quella di Comunione e Liberazione, che il 13 ottobre ha messo nero su bianco in un comunicato diffuso alla stampa le sue preoccupazioni per la deriva dell’Europa verso «un totalitarismo culturale che nega libertà di coscienza, pensiero e opinione» e ha rivolto un appello particolare ai cattolici: «Qualunque sia la loro posizione politica non possono accettare di essere ridotti a un silenzio, che ormai rischia di non essere solo pubblico, ma anche privato». Poi è arrivato l’«è bene, forse, restare in silenzio» del cardinal Sodano e non è più volata una mosca (eccetto quella di Oscar Luigi Scalfaro che in un’intervista all’Espresso, rilanciata da Repubblica, sembra compiacersi della bocciatura di Buttiglione). E così Giuliano Ferrara sul Foglio ed Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere, sono rimasti soli (con Antonio Socci, che dal Giornale ha ricordato l’outing di Solzenicyn: «Delle atrocità che ho subìto io non accuso i miei carcerieri, ma solo me stesso, perché quando c’era da parlare io ho taciuto») a difendere la «visione laica e liberale delle istituzioni», la quale è contraddetta quando vuole «giudicare un politico cattolico o di qualsiasi altra confessione e formazione culturale in base alle sue idee e al suo credo».
Magister: «Chiesa reticente perchE’ sconcertata»
Come si spiega la raccomandazione al silenzio del cardinal Sodano? Secondo il vaticanista de L’Espresso Sandro Magister «si tratta di una reazione quasi istintiva, favorita dallo sconcerto che si sta diffondendo di fronte a quello che la Chiesa percepisce come un attacco intensificato al cattolicesimo». Il caso Buttiglione dunque, secondo Magister, sarebbe stato interpretato in Vaticano come parte di un’offensiva più ampia contro la Chiesa cattolica. «Quello che sta accedendo in Europa è sotto gli occhi di tutti: il rifiuto di includere nel preambolo della Costituzione europea un riferimento alle radici cristiane; Zapatero che nella “Spagna cattolica” martella proprio la legislazione che riguarda natalità, famiglia, eccetera; in Italia, il referendum contro la legge 40 sulla fecondazione assistita. Tutto questo – e ci sarebbero tanti altri casi da citare – viene interpretato come l’intensificarsi dell’offensiva laicista contro il cattolicesimo». Di qui la prudenza con cui Sodano risponde alla bocciatura di Buttiglione, «perché dicendo qualcosa di energico il Vaticano teme di alimentare un’ulteriore ondata di polemiche». Dal canto suo il “cattolicesimo organizzato”, «quello per esempio delle Settimane sociali di Bologna, è nella posizione rappresentata perfettamente da Rosy Bindi. Che invece di considerare nella sostanza l’attacco apertamente inquisitorio organizzato a Bruxelles contro Buttiglione e la sua “inaccettabile” dichiarazione di fede, s’è messa a spiegare che è stato Buttiglione a sbagliare le risposte e addirittura ha rivangato il dissidio causato dalla frattura nel Partito Popolare nel 1994 (dieci anni fa!). Perciò, figuratevi se cattolici come Franco Monaco e la Bindi si muovono in difesa di Buttiglione! » E il popolo cattolico “disorganizzato”, come si muove secondo lei? «Beh, questi generalmente non prendono posizione, ma basta sfogliare Avvenire degli ultimi giorni per vedere come, su dieci lettere, due sono contro Buttiglione e otto a favore…».

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