IL TEMPIO MALATESTIANO DI SVETLANA

Di Vites Carla
05 Maggio 2005
Dal 9 al 21 maggio, presso la Galleria di Palazzo Barberini a Roma

Dal 9 al 21 maggio, presso la Galleria di Palazzo Barberini a Roma, si terrà la personale della pittrice Svetlana Nikolic: “Il nuovo Umanesimo”. Nata a Belgrado, si è formata all’Accademia di Belle Arti della sua città negli anni Ottanta, un’Accademia che ha arrestato, grazie forse al rigorismo del realismo socialista, la “deriva” culturale in cui in Occidente tanta arte contemporanea stava sprofondando. C’è la trasgressività dei maestri surrealisti della prima metà del secolo a guidare la voglia di esplorare nuove possibilità creative della Nikolic e lei stessa dichiara il suo debito a De Chirico, Delvaux e Magritte.
Ma la sua pittura non cede mai al “caso” come elemento scardinatore del pensiero, pur accostando realtà ed oggetti differenti per ricontestualizzarli secondo criteri apparentemente lontani dai rigori della logica. La sua opera affascina senza turbare, e la citazione dello spazio metafisico alla De Chirico non si concede mai totalmente allo straniamento ermetico di un Magritte. Non a caso la Nikolic cita anche il suo amore per Leonardo e Caravaggio, maestri della penetrazione del “mistero” ma ancorati alla solidità del dato.
Il silenzio che trasmette la concezione metafisicheggiante del quadro, in realtà è segno di uno stupore quasi infantile del viaggio dell’artista dentro di esso. Assorbita dai rapporti formali e dai rimandi esatti che, come accadeva in età umanistica, ogni cosa ha con sé e con gli oggetti attorno a sé, nelle sue pitture è possibile scoprire il Tempio malatestiano, icona dell'”Umanesimo”.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.