Il tempo è libero solo se è pieno (la vacanza è un pellegrinaggio del cuore)
Scuola, discoteca, palestra, e per molti anche l’oratorio parrocchiale sono attività che attraggono i giovani dalla seconda metà di settembre ai primi di giugno. Nove mesi di attività frenetica, poi vacanza. Tutto finisce e lascia il posto all’estate, il periodo più agognato perché sinonimo di relax, divertimento e libertà. Eppure questa rimane una lettura superficiale. Mi scrive infatti un giovane delle scuole superiori: «Normalmente l’estate rischia di essere un tempo di dispersione, in cui si dice addio alle abitudini invernali e ci si astrae da tutto. Ma se hai avuto la fortuna di trovare qualcuno per cui anche le vacanze estive sono l’occasione privilegiata per andare più a fondo di ciò che interessa alla tua vita, allora il tempo non è più buttato via in cerca di un perpetuo riposo che infiacchisce e abbruttisce, ma è tutto speso con un impegno e fervore straordinario. Così le vacanze estive finiscono col richiamarci continuamente a un approfondimento amoroso di noi e della realtà che ci circonda».
Mi capita, stando con i giovani, di accorgermi che essi sono affamati di una proposta reale e concreta di amicizia. Purtroppo anche in tante parrocchie si finisce con l’incontrare un messaggio che non ha a che fare con la totalità dell’esistenza. Ma se hai il coraggio di stare con loro, proponendo te stesso e l’ideale cristiano che hai incontrato, allora cambiano.
Mi scrive un’altra giovane: «Chi incontra la presenza di Cristo e sperimenta la promessa di felicità non rimane indifferente». Quest’estate ho proposto ai miei giovani diverse occasioni in cui poter verificare come la proposta cristiana non inganni, ma corrisponda ad una pienezza di umanità che è difficile reperire altrove. I primi di luglio ho chiesto loro di venire con me sulle Dolomiti per condividere con i ragazzi delle medie inferiori una settimana di vacanza. Stare gratuitamente con amici più piccoli ha fatto sperimentare un’intensità di vita che è ben diversa dal tedio con cui si trascorre il tempo libero. E poi la vacanza con i giovani più grandi, guidata nei minimi particolari, che non preclude nulla ha esaltato tutto: gioco, gita, canto e preghiera.
A fine luglio una decina di loro sono venuti con me a Pantelleria in una casa per vacanze da noi costruita. È stata una convivenza di grandi nuotate e di gite in barca e nello stesso tempo piena di interesse verso le caratteristiche dell’isola, la sua storia e le persone che ci vivono. Sempre questi ragazzi hanno scelto di trascorrere le due settimane successive in pellegrinaggio a piedi in Polonia che aveva come meta il Santuario della Madonna Nera di Czestochowa e di partecipare pieni di curiosità a quel grande evento culturale che è il Meeting di Rimini. Sono ragazzi come gli altri, ma davanti a un ideale vero sono pronti a vivere la vacanza non come un tempo che svuota, ma che riempie e non dimentica nulla di ciò per cui il cuore dell’uomo è fatto.
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