«Il termine magistratura è molto vago» per Grechi. Gli insulti di D’Alema, invece, sono molto precisi
´ «Non vivo nel miele della nostalgia», dice Bernando Bertolucci sulla Repubblica (11 giugno).
Solo marmellata dell’oblio?
´ «Non è al corteo, non è alla piattaforma, ma agli eventi culturali e sportivi che precedono la manifestazione», dice Barbara Pollastrini alla Repubblica riferendosi al patrocinio del Gay Pride (15 giugno).
Si sa, è molto stuzzicante fermarsi ai preliminari.
´ «Non è facile capire Napoli oggi tra cronache sovente drammatiche e libri crudeli. Come il fortunato Gomorra di Roberto Saviano. Con il rischio di offuscare ogni sforzo di rinnovamento facendo di ogni erba un fascio», dice Bruno Ugolini sull’Unità (11 giugno).
Che poi questi fasci di erba a Napoli non sai neanche dove lasciarli con tutta la spazzatura che c’è già in giro.
´ «Situazione ancora peggiore per Bayrou: sarà quasi certamente rieletto, ma potrebbe ritrovarsi da solo o al massimo con due o tre colleghi», dice Giampiero Martinotti sulla Repubblica (11 giugno).
Il famoso effetto Follinì.
´ «Non è ammissibile che ci si scateni nella interpretazione di brandelli di colloqui», dice Gerardo D’Ambrosio al Corriere della Sera (11 giugno).
C’è un tempo proprio per tutto: anche per il garantismo di D’Ambrosio.
´ «Non è possibile costruire una forza socialista col programma di Rifondazione», dice Enrico Boselli sul Riformista (12 giugno).
Anche i microbi, nel loro microscopico, s’incazzano.
´ «Forse li abbiamo difesi troppo questi magistrati», dice Nicola Latorre alla Repubblica (12 giugno).
Beh, anche loro a lungo hanno difeso mica male i Pci-Pds-Ds.
´ «Dobbiamo chiedere al governo di cambiare marcia», dice Piero Fassino alla Repubblica (12 giugno).
Non sta marcendo abbastanza, già adesso?
´ «Alla crisi della politica si reagisce con il rilancio della politica», dice Walter Veltroni alla Stampa (13 giugno).
Beh, se non ci fosse il pensiero illuminante del sindaco di Roma, i Ds sarebbero proprio nella merda.
´ «Mi faccia l’elenco esatto degli incentivi», dice Pier Luigi Bersani sulla Repubblica rivolgendosi a Luca Cordero di Montezemolo (12 giugno).
Due considerazioni: chiedere qualsiasi cosa di esatto a Montezemolo è una porcata. Aspettarsi, poi, che tra gli incentivi da abolire che il presidente di Confindustria eventualmente presenterà non vi siano i fondi per la rottamazione delle auto, è una seconda porcata. Anche più grande della prima.
´ «Abbiamo gettato le fondamenta del risanamento», dicono gli uomini del Professore alla Stampa (14 giugno).
Il problema è: dove le hanno gettate? Con la spazzatura di Bassolino?
´ «Mi pare difficile accusare la Procura di Milano per la fuga di notizie», dice Massimo Brutti alla Stampa (14 giugno).
Sono così riservatini i pm milanesi.
´ «Il termine magistratura è molto vago», dice Giuseppe Grechi alla Repubblica (15 giugno).
Invece gli insulti di Massimo D’Alema sono molto precisi.
´ «Una campagna di discredito che non è dovuta solo all’impopolarità: non sono estranee attività di alcune lobbies», dice Romano Prodi al Corriere della Sera (15 giugno).
Tra le più pericolose per il governo, ci sono le lobbies prodiane.
´ «Il sindacato non ha fatto uno sciopero generale sulla Finanziaria», dice Giorgio Cremaschi al Manifesto (12 giugno).
Ma non l’aveva scritta Epifani la Finanziaria? E ci doveva anche fare uno sciopero contro?
´ «Come Tommaso Padoa-Schioppa ha gestito il caso Speciale, mi tranquillizza», dice Paolo Cento al Corriere della Sera (12 giugno).
È per frasi come queste che Cento ha guadagnato il soprannome di er Piotta della politica.
´ «Un partito sanguinario, impegnato in un golpe militare contro il presidente palestinese e l’autorità e il governo nazionale», dice un comunicato di al Fatah al Corriere della Sera (13 giugno).
Ce l’hanno con Hamas, con gli amichetti del nostro ministro degli Esteri?
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