IL TIMES DIFENDE IL MATRIMONIO. ORA DIRANNO CHE è “CATTOLICO”?

Di Tempi
10 Febbraio 2005

Le coppie non sposate? Tre quarti sono destinate a dividersi con enormi costi sociali e affettivi soprattutto per i figli. Lo dice Tempi? No, l’autorevole e certo non cattolico Times, che a questa ricerca del Bristol Community Family Trust ha dedicato il titolo di apertura della prima pagina dell’edizione di sabato 5 febbraio e due pagine di servizio interno. Lo studio, anticipato in vista della “Settimana nazionale del matrimonio” in corso in questi giorni in Inghilterra, non usa mezze misure nel trattare il problema: «Le nostre conclusioni non permettono più la sopravvivenza del pregiudizio in base al quale tutti i tipi di relazione sono uguali. L’evidenza è inconfutabile: le coppie non sposate sono cinque volte più a rischio di rottura di quelle sposate. Il divorzio non è quindi più il problema maggiore», dichiara il curatore dello studio, il dottor Harry Benson. Lo studio verrà affiancato da una pubblicazione del centro One Plus One, il principale organismo di ricerca indipendente sulle relazioni, in base al quale emerge un dato destinato a rafforzare i risultati presentati da Benson: il numero di bambini che soffrono conseguenze affettive e psicologiche dalla divisione di genitori non sposati è in continuo aumento. Penny Mansfield, direttore di One Plus One denuncia il fatto che «la Gran Bretagna sembra aver subìto una sorta di ribaltamento nel processo di creazione di un nucleo familiare. Mentre le coppie delle generazioni precedenti si fidanzavano, si sposavano e poi avevano figli, ora è sempre crescente il numero di giovani che vanno a vivere insieme, fanno uno o più figli e solo dopo, eventualmente, si sposano. Il problema posto da questo approccio è che solitamente avere un figlio destabilizza una relazione. E quindi porsi il problema di gettare le basi per costruire una relazione solida e duratura dopo aver avuto un figlio è come pedalare al contrario. Ciò che abbiamo perso – conlude Mansfield – è che al cuore del matrimonio c’è un legame tra due persone che di per sé rappresenta già un valore. Forse dobbiamo riscoprire questo legame nel nuovo mondo dell’egualitarismo».

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