Il Trapinatismo della Bindi

Di Tempi
21 Giugno 2000
...in merito ad una delle piu' terrificanti e illiberali normative che la ex ministro della Sanita', Rosy Bindi, ha emanato...

Caro direttore, volevo chiedere cosa ne pensate in merito ad una delle piu’ terrificanti e illiberali normative che la ex ministro della Sanita’, Rosy Bindi, ha emanato. Mi e’ capitato di leggere, infatti, l’articolo “Trapiantismo” scritto su “Corrispondenza Romana” (6/05/2000) nel quale viene riportato il metodo quasi coatto – tipico da regime comunista – con il quale si “obbligano”
le persone a donare i propri organi post-mortem. Dico obbligano perche’, per quanto sia stato spedito di casa il tesserino dove viene chiesta la propria volonta’ per l’espianto degli organi e tessuti, di fatto questo mezzo e’ molto aleatorio anche – e soprattutto – perche’ vige una logica, come scriveva l’articolo su citato, di “silenzio-assenso”.

Per cui se mi capitasse di morire e non avessi con me questo fantomatico tesserino o non mi fossi candidato alle ASL entro due mesi dal ricevimento di quest’ultimo (questo infatti e’ l’iter obbligatorio) come non donatore, i medici mi espianterebbero gli organi senza farsi troppi problemi circa la mia reale volonta’; a meno che i miei familiari non riescano a provare, in pochissimo tempo, con un documento da me sottoscritto, il mio dissenso per l’espianto degli organi (verosimilmente impossibile). E se domiciliassi in luogo diverso dalla residenza (sito dove arriva questo tesserino) e dunque non avessi la possibilita’ di accorgermi che lo Stato mi sta facendo questa domanda?

E se mentre sto per mettere la firma mi viene un collasso e muoio? E se un ladro mi uccide e mi ruba il portafogli (con dentro il tesserino)? Le domande, per quanto possano sembrare bizzarre e inerenti ad avvenimenti fortuiti – che comunque capitano -, si potrebbero dilungare all’infinito: una tale normativa che non tenga conto di tutti i fattori – o della maggior parte – che possono entrare in gioco nella possibilita’ di far sapere la mia reale volonta’, non mi sembra una buona normativa! Cosi’, con l’ideologia di risvegliare la coscienza di chi e’ pigro nel prendere posizione, questo “Stato buono” che pensa alle povere persone che stanno morendo perche’ non hanno chi gli doni gli organi di sopravvivenza, ti obbliga alla donazione, se taci, togliendoti quindi la liberta’ di scegliere secondo le tue convinzioni etico-morali.

Ancora una volta questo Governo, nella fattispecie della Bindi prima e di Veronesi ora (ultra-filo-trapiantista), si comporta da Padre-Padrone annichilendo, nell’approccio ad una materia tanto delicata, una sussidiarieta’ reale con conseguente limitazione della liberta’ del cittadino.

Complimentandomi ancora con lei e con tutta la redazione per il settimanale, porgo i miei più cordiali saluti.

Toma Mario, Padova.

Ecco un aneddoto. Durante un certo convegno, il nostro Rodolfo Casadei alloggiava in un albergo che ospitava un gruppo di infermieri provenienti da varie località italiane per partecipare a un meeting di settore. Era proprio nei giorni in cui il Ministero della Sanità recapitava nelle case degli italiani il famoso tesserino che informa sulla nuova normativa trapianti e invita i cittadini a compiere una scelta a favore o contro, in caso di morte clinica accertata, la donazione dei propri organi. Poiché il nostro bravo Casadei non riesce mai a staccare dal mestieraccio che fa, sebbene non richiesto, si è preso la briga di fare un piccolo sondaggio tra gli inquilini infermieri del suo hotel. Il risultato, lievemente imbarazzante, è che quasi nessuno di loro sembra abbia optato per la donazione. E questo perché… “conosco troppo bene come funzionano le cose in ospedale”. Il sondaggio del nostro giornalista non ha ovviamente alcuna validità sul piano scentifico-statistico. Epperò qualche piccolo brivido ce lo mette addosso, anche senza andare a considerare i casi – alcuni francamente un po’bizantini – presentati dal signor Toma. Che dire? Dopo lungo pensamento il direttore consiglierebbe il lettore di continuare a fidarsi degli esseri umani e proporrebbe dunque di frmare per la donazione. Il condizionale è d’obbligo.

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