Il vocabolario (Zanottelli) del cattolico anti-global

Di Degli Occhi Alessandro
13 Settembre 2001
La strana concezione di democrazia di una M.me Klein made in Italy. Che sostiene la lotta di emancipazione “dal regno della maggioranza a quello dell'unanimità”. “Il drago e l’agnello”. Ovvero come l’editoria cattolica ha perso un’altra occasione per affrancarsi dai cascami ideologici di Alessandro Degli Occhi

Il gran polverone pubblicitario attorno a Naomi Klein, giornalista canadese e autrice del libello No Logo, definito un po’ affrettatamente come la Bibbia del movimento antiglobalizzazione, ha forse fatto sfuggire ai più un libretto degli anti-G8 nostrani, molto gettonato soprattutto dalle associazioni di ispirazione cattolica. Si tratta de Il drago e l’agnello un volume di Giuliana Martirani pubblicato dalle Edizioni Paoline e promosso con pifferi e tamburi pochi giorni prima dell’infuocato summit genovese. Fin dal sottotitolo, il libro si prefigge la modestissima impresa di illustrare come passare «Dal mercato globale alla giustizia universale». Il programma esordisce con un invito a passare con decisione «alla solidarietà come forma di governo politico» e quindi ad abbracciare innanzitutto l’internazionalismo: «ogni posto è la mia patria». Segue, ovviamente, l’antimercantilismo: contro le multinazionali, i banchieri e i mercanti bisogna passare a un tipo di solidarietà che «metta nel più netto disonore il denaro» (royalties per libri come questo della Martirani – I suppose – escluse). C’è anche naturalmente il femminismo ma, si badi bene, non quello anglo-americano imperniato sulla rivendicazione dei diritti, bensì quello “latino-afro-asiatico” centrato sui bisogni umani fondamentali e portabandiera del pensiero intuitivo femminile che vede i problemi «in modo più ampio» rispetto a quello maschile. Il governo della solidarietà dovrebbe poi basarsi non su una democrazia in senso occidentale, che comprende maggioranze e opposizioni, bensì «sulla forza della verità e quindi sulla non gerarchia e sulla non competitività. Il governo dei “saggi”, cioè il governo delle persone che discutono fino a quando non trovano la soluzione insieme». Una ricetta geniale. Che ci permetterà di evolvere «dal regno della maggioranza a quello dell’unanimità» (sic!). Non poteva mancare naturalmente l’ecologia, che può sì coniugarsi con l’economia purché rimanga in posizione di guida morale. Infatti «con l’ecologia l’uomo sa che la natura è l’unica a sapere il fatto suo». Ma qual è l’ingrediente chiave per raggiungere il regno della “solidarietà universale”? «L’informazione e la controinformazione – ovviamente – coscientizzando ogni persona». Collegandosi in rete, «assumendo una funzione di coordinamento, uscendo dalle crisi personali e mettendoci al servizio delle crisi collettive». Solo così infatti – e qui i toni si fanno apocalittici – la verità potrà illuminare le menzogne e le tenebre di «quei poteri economici e politici che vogliono rendere schiavi individui e popoli». È la forza dell’agnello, il «potere dei più buoni» che si batte contro il drago. Un drago che, preso a prestito dall’Apocalisse di San Giovanni, rappresenta secondo l’Autrice le «multinazionali che oggi hanno un potere economico superiore a quello degli Stati; la piovra delle mafie che hanno un potere finanziario anche superiore a quello delle multinazionali; sono [in sostanza] i quattro cavalieri dell’Apocalisse, oggi come duemila anni fa: fame, invasione, guerra e morte». Senza contare la vera e propria “perla” incastonata nella parte conclusiva dell’introduzione redatta da Alex Zanotelli: «Dobbiamo aiutare la Chiesa a cambiare… La Chiesa deve trovare il coraggio di dire la verità sul Sistema…».

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