Illy, un altro caffè era possibile

Di Fabio Cavallari
19 Giugno 2003
“Il ritratto del cattivo capitalista vale per il Cav. e non per Illy?”

Imprenditore di successo, figlio di una dinastia oramai famosa in tutto il mondo, è a capo di una multinazionale che occupa in Brasile un posto preminente nell’industria indigena. Esportatore abile e raffinato, è considerato uno degli uomini più ricchi d’Italia. Il curriculum è quello di un industriale appartenente all’alta borghesia. In altri tempi si sarebbe detto che il profilo descritto apparteneva ad un capitalista. Tale definizione serviva per chiarire ed esplicitare al “popolo” che il soggetto in questione era colui che deteneva i mezzi di produzione e che, grazie allo sfruttamento della manodopera proletaria, era in grado di perpetuare il “furto” sociale contro coloro che detenevano come unica proprietà gambe e braccia. Ora questa analisi è divenuta solo un vecchio ricordo oppure è ancora attuale? Dipende dalle generalità dell’individuo in questione. Proprio così: se i dati anagrafici rispondono al nome di Riccardo Illy, magnate del caffè prodotto sugli altopiani brasiliani, allora quella vecchia descrizione fatta da Marx diviene soltanto un’antiquata enunciazione buona esclusivamente per gli studi storici. Quello stesso curriculum però, potrebbe delineare differenti situazioni. Se, infatti, i dati anagrafici di quell’industriale dell’alta borghesia rispondessero al nome di Silvio Berlusconi, allora l’intuizione che ebbe Marx verrebbe immediatamente riportata in auge per spiegare al “popolo” che il soggetto in questione è ancora quell’odiato capitalista che sfrutta il lavoratore. Se questo fosse soltanto lo sproloquio di un opinionista “sinistro” ci si potrebbe lasciare andare ad una grassa risata, ma la realtà spesso va oltre qualsiasi ragionevole considerazione di buon intelletto. In questi giorni vengo così a scoprire che in Friuli ha vinto la “sinistra”, anzi ha vinto il miliardario Illy e che la bevanda preferita dei friulani diverrà nei prossimi cinque anni il caffè prodotto dai campesinos. Con tutta sincerità devo ammettere che mi ero sbagliato, ingenuamente avevo pensato cha a sinistra “un altro caffè era possibile”. Evidentemente ho commesso un errore di degustazione.

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