IMMIGRAZIONE, DALL’EUROBAROMETRO DOLORI PER PRODI

Di Tempi
11 Marzo 2004
Una cosa appare chiara

Una cosa appare chiara: dall’Eurobarometro, Romano Prodi riceve soltanto delusioni. Un paio di mesi fa è stato il turno dell’euro, ovvero del livello di gradimento su cui la moneta unica può fare affidamento tra i cittadini del continente. A dispetto dei trionfalismi del Professore, secondo il quale solo in Italia si erano registrati rincari a causa della mancanza di controlli, furono proprio gli abitanti dei paesi descritti come virtuosi – ovvero Francia e Germania – a confermare l’impennata del carovita a causa dell’euro. Ora un altro dato giunge a turbare i (frequenti) sonnellini di Prodi: per l’80% degli europei, infatti, i controlli sulle persone provenienti da paesi esterni all’Unione europea sono troppo blandi. è infatti questo il dato che emerge dal sondaggio di Eurobarometro, realizzato per conto della Commissione Ue nel dicembre del 2003 tra 7.500 cittadini dell’Unione. In Italia il dato appare superiore alla media, visto che l’89% degli intervistati si è detto favorevole a un rafforzamento delle misure di controllo. Un dato, quello reso noto ieri da Bruxelles, che assume una valenza politica e simbolica ancora maggiore se messo in relazione con quanto accaduto soltanto ventiquattro ore prima in Carinzia, regione austriaca che ha visto trionfare alle elezione locali il partito Liberalnazionale di Joerg Haider. Lungi dal voler difendere le posizioni del governatore di Klagenfurt, sarebbe però miope oltre che ipocrita non desumere da quanto accaduto un nesso chiaro e incontrovertibile dello scollamento in atto tra politica di palazzo (e grancassa dei grandi media) e cittadini. Se le istituzioni non sanno rispondere alle esigenze delle persone, oltre che non riuscire più a parlare la stessa lingua del tanto strombazzato “popolo”, allora si arriva alle estremizzazioni del voto “gridato”, di protesta e di rottura. Spesso e volentieri sinonimo di futura instabilità e ingovernabilità: nonostante la sinistra chic-salottiera non perda occasione per bollare di populismo gretto l’esito delle urne, pensare che il 42,5% dei cittadini carinziani sia razzista, xenofobo e con nostalgia naziste è assolutamente folle. La crocetta tracciata su quella scheda rappresenta infatti un grido d’aiuto e di attenzione, non certo una chiamata alle armi: finché per la sinistra la parola sicurezza sarà sinonimo di fascismo e per certa destra di demagogia forcaiola, la disillusione sarà l’unica variabile dipendente dell’equazione politica attuale. Paradossalmente la maggioranza di cittadini che ha votato Haider chiede che l’immondizia non sia abbandonata lungo le strade, che le lampadine fulminate dei lampioni siano cambiate, che la gente paghi le tasse e non commetta reati: non è un voto per togliere diritti ad altri, ma per garantire che questi vengano garantiti solo a chi li merita e a chi ne ha realmente diritto. A prescindere del colore della pelle. Ma questo, a Bruxelles, non lo capiscono: già una volta ha risposto all’urgenza politica e sociale dell’Austria infliggendo sanzioni contro Vienna, nemmeno si trattasse di Saddam o Mugabe (anzi, per quest’ultimo il trattamento è di quelli da first class), invece che cercando di capire le ragioni che stavano dietro quel voto. Oggi l’aria non sembra cambiata: e, a occhio e croce, la responsabilità per quell’89% di italiani che chiede rigore ricadrà direttamente sulla testa di Berlusconi. Sotto il nome, sempre in voga, di razzismo.
M. B.

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