“Mr grandi opere” si dice «ottimista» sul collegamento tra Sicilia e Calabria («a condizione che il governo duri»). E promuove la governance unica non solo per il Pnrr, «come vuole l’Europa», ma anche per il post alluvione in Romagna. «Altrimenti combinare qualcosa è impossibile»
La riproduzione in scala del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina mostrata in tv dal ministro Matteo Salvini (foto Ansa)
«Non fare? È un crimine nei confronti della collettività», sentenzia Ercole Incalza, 78 anni, ingegnere e architetto, ex super dirigente del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Uno che a “fare” nella vita non ha di certo mai rinunciato, anche a costo di subire 17 (diciassette!) procedimenti giudiziari conclusi con altrettante assoluzioni. C’era da ammodernare l’Italia? Occorreva qualcuno che si prendesse la briga di mettere le firme necessarie per far uscire i progetti dal libro dei sogni. Adesso, l’apertura di un altro volume, quello del Piano nazionale di ripresa e resilienza, spinge inevitabilmente a domandarci se questi nuovi sogni facciano davvero al caso nostro. E se mai si tradurranno in realtà.
Sembrava tutto già scritto, invece governo italiano e Commissione europea sono impegnati in un ennesimo negoziato. È giustificata la volontà del governo italiano di rimodulare il Pnrr?
Posto che è inutile cercare colpevoli, vorrei ricordare cosa disse il commissario Gentiloni...