Indigestione di “sguide”

Di Massobrio Paolo
16 Gennaio 2003
“Nella guida Michelin e in quella dell’Espresso, chi ha copiato chi?”

Nella mia città, quando la squadra di calcio passava dalla C2 alla C1 (la grande Alessandria di Gianni Rivera), nasceva un settimanale che andava in edicola al lunedì. Quando “i grigi” retrocedevano, il giornale chiudeva. In Italia quando un settore “tira” spuntano i giornali tematici. Per il vino e per la cucina è il boom, così per le guide gastronomiche. Basta guardare in libreria o in edicola per rendersene conto. La scorsa settimana, Edoardo Raspelli ha fatto le pulci sulla Stampa a quattro guide gastronomiche nazionali e ne sono uscite delle belle. Dai ristoranti chiusi da anni ai cuochi passati a miglior vita, che comunque continuano – per le guide – a fare un’eccellente cucina. La cosa più curiosa è stata la pubblicazione di sette articoli praticamente identici, apparsi sull’edizione 2003 della Guida Michelin e della Guida dell’Espresso. Chi ha copiato chi? E se ci fosse stato un accordo fra guide? Domande che sono state riprese dal Corsera, da Dagospia, dalla Libertà di Piacenza, da Antonio Lubrano e che presto o tardi giungeranno a un tapiro. Che dire? Marco Gatti due anni fa fece uno scoop per il Giorno: alla Michelin sono soltanto in otto, come è possibile provare tutti quei locali? Fu inascoltato, e fu come dare il via alla proliferazione cartacea che, anzichè guidare, svia. Beviamoci sopra, come invita a fare la Berlucchi, con uno spumante a tutto pasto, pizza compresa. Almeno questa sarà una guida sicura… al buon gusto. (massolon@tin.it)

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