Indovina chi va in tv
Dietro le voci della fusione Sky-Telecom e lo scenario di un Rupert Murdoch azionista di Olimpia, cassaforte della società di Marco Tronchetti Provera, sembrano muoversi le ambizioni del gruppo Espresso. Nel bel mezzo di una battaglia legale tra Carlo De Benedetti, editore «senza scrupoli» (così l’ha definito Tronchetti per via della campagna sulle intercettazioni illegali agitata da Repubblica), e Telecom, l’Ingegnere starebbe preparando l’assalto al gigante telefonico: De Benedetti, per arrivare a Telecom, ha bisogno di un Tronchetti indebolito; e pure lo spettro di Murdoch gioca a favore dell’Ing. La storia dell’ex compagnia di Stato dimostra che quando l’azienda entra nelle mire di un potenziale scalatore, spesso questi, per far la figura del salvatore, ricorre allo spauracchio dello straniero. All’epoca Gnutti-Colaninno era la spagnola Telefonica, oggi è Sky, sebbene Murdoch in Olimpia finirebbe col fare l’editore, non il finanziere come fa negli altri paesi in cui opera la sua NewsCorp (a Telecom infatti interessano i contenuti, per far decollare una banda larga finora sottotono). In Piazza Affari si dice che si sarebbe creato un pacchetto (l’8 per cento) di titoli Telecom grazie alla regia di un “grande vecchio” della finanza italiana, e De Benedetti sarebbe il candidato perfetto per la conquista di Telecom. Anche perché dentro quest’ultima c’è TiMedia, la controllata da cui dipende La 7 e il 51 per cento di Mtv. Una Telecom ancora italiana, e un polo tv in versione Repubblica-Espresso?
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