Inevitabile Turchia

Di Tempi
23 Dicembre 2004
Al neologismo creato da Oriana Fallaci “Eurabia”

Al neologismo creato da Oriana Fallaci “Eurabia”, ha risposto una nuova declinazione della parola Europa, “Eurasia”, usata da Barbara Spinelli. La Spinelli vede l’Europa relazionarsi all’Asia in forma diversa da quella americana. L’Europa è, per la Spinelli, una “forza gentile”: siamo ancora alla contrapposizione tra Marte e Venere emendata da Kagan come espressione della differenza tra Europa e Stati Uniti. Ma in un mondo che conosce il terrorismo e vi sono tante realtà non democratiche è possibile fare una politica disarmata, una diplomazia di composizione? è questo che la Spinelli chiede: una Europa che si dichiari partigiana della pace, anche se gli altri non si dichiarano tali.
L’Europa è uscita dalla sfida comunista grazie al fatto che l’America si è costituita come ostaggio nucleare anche per l’Europa. L’Europa può fare la pace solo perché l’America è disposta a usare la forza e le armi. Dimenticare questo significa non tenere conto del mondo in cui viviamo.
La Spinelli pone l’Europa in difetto rispetto ai diritti umani, al medesimo livello della Turchia, non tenendo conto delle differenze delle due zone in questa materia. La scrittrice pone come già acquisito qualcosa che acquisito non è. Vede una Europa che non ha esercito sostituire gli Stati nazionali che lo hanno, la sua Europa è il completo assorbimento degli Stati nazione in una Europa che non ha difesa comune, quindi non ha altra arma che la diplomazia. Si è visto già in Bosnia e in Kosovo quanto possa la linea che non sa imporre la pace con la forza delle armi. L’Europa viene pensata a un tempo come alternativa agli Stati europei e agli Stati Uniti. è una Europa diversa dalla presente che la Spinelli pensa: e non a caso ritiene che essa sia destinata a nascere dal superamento delle attuali istituzioni europee, destinate a cadere nel voto di ratifica da parte di qualche Stato. L’Europa della Spinelli è a un tempo una Europa come super Stato e a un tempo come super potenza disarmata, una contraddizione vivente.
Ciò che la Spinelli chiede alla Turchia è il riconoscimento del “genocidio” armeno perché ritiene che il senso di colpa possa coinvolgere il popolo turco come la strage degli ebrei e dei campi di concentramento scosse la coscienza tedesca. Ma è difficile che una categoria come quella di colpa collettiva possa entrare nell’immaginario di una cultura islamica. Di questo infatti non vi è traccia nella cultura e nella politica turche, che hanno sanzionato i paesi come la Francia e hanno respinto, anche in sede europea, il termine genocidio per parlare della strage degli armeni durante la Prima Guerra mondiale da parte del governo turco. L’Eurasia della Spinelli coincide singolarmente con l’Eurabia della Fallaci, una terra che esce dalla storia e rifiuta di vivere i conflitti che essa presenta. Ciò che l’una, la Fallaci, vede come abdicazione, l’altra, la Spinelli, lo vede come grande progresso, una uscita dal mondo, dal rumore delle armi.
Quel che esiste in realtà è invece un problema complesso, quello della relazione con il mondo islamico, che riguarda sia America che Europa. Di questo problema fanno parte a un tempo la fermezza americana in Irak e la diplomazia europea verso la Turchia, l’una in funzione dell’altra. Se non ci fosse la fermezza americana la Turchia non sentirebbe il fascino europeo.
Ancora una volta il problema del contenimento del nemico più minaccioso è affidato agli Stati Uniti. Possiamo parlare di una divisione del lavoro tra Venere e Marte, tra America e Europa? Bisogna ricordare che la Turchia è stata integrata nella Nato ben prima che si parlasse del suo ingresso nell’Unione Europea. La Turchia che cerca di aderire all’Unione Europea è da decenni membro dell’alleanza atlantica, il fattore militare ha preceduto quello politico ed economico.

Gianni Baget Bozzo
bagetbozzo@ragionpolitica.it

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