Infuria la guerra dell’audience
Sul piano delle sperimentazioni abbiamo visto Maurizio Costanzo agguerrito già lo scorso anno nei primi approcci con la prima serata: un mercoledì al mese, tutto pieno di sorprendenti rivelazioni di Vip. Ma quando si scopre che gli ascolti non sono da prima serata allora si cambia strada. Scopo: recuperare sulla concorrenza. A marzo del 2003 Costanzo, con il suo scarso 19% di share, si rende conto di patire il confronto con Porta a Porta, che registrava allora una media di più del 20% anche a causa del prevalere dei temi di attualità legati alla guerra, dove Bruno Vespa si difende bene. Per acchiappare nuovi telespettatori nasce l’idea di usare in trasmissione robe che tirano, tirate fuori dal cilindro della moglie: il 4 aprile 2003 Costanzo dà nuova forma alla sua creatura e inventa il “Parliamone” i cui protagonisti sono gli “amici di Maria De Filippi”. Ma la vera star di questa versione del talk show è il “Linguone”, un’estensione del palco verso la platea, su cui i ragazzi stanno ammucchiati a gambe incrociate attorno agli ospiti a cui invece è concesso di posare il fondo schiena sulla sedia. La prospettiva delle inquadrature cambia: è uno show a 360 gradi. I primi attori sono sempre di più i giovani dei reality show dagli “amici di Maria De Filippi” alle Floriane e Tariconi del Grande Fratello, protagonisti dell’“Uno contro tutti”. Il “Dopotutto” di marzo, con Demo Morselli travestito da marineretto e le inquadrature dall’oblò, ha rafforzato la funzione dei comici, sempre più presenti nelle serate del Mcs. Queste incursioni del reality show e sempre più del varietà sono una necessità maieutica o economica sul piano degli investimenti pubblicitari? L’Auditel ha registrato qualche esito positivo. Più che altro Vespa ha smesso presto di fare gli altissimi ascolti del periodo della guerra e Costanzo ne ha tratto i suoi benefici. Dal 23 settembre 2003 tuttavia Porta a Porta registra una media vicina al 22% di share e il Mcs resta al di sotto del 19% (ma adesso Costanzo deve dedicare le sue forze a difendersi la domenica pomeriggio da Paolo Bonolis, che gli sta dando del filo da torcere). Quest’anno Costanzo sfida Vespa sul suo stesso terreno, con un gruppo di giornalisti, nella versione “Raccontando” del suo talk show. Ma poi ci sono anche le varianti “Parlando” e “Comunicando”. Perché bisogna dichiarare che in un talk show si parla, si racconta e si comunica? Forse perché si vuole convincere il pubblico che val la pena ascoltare? (elaborazione dati Auditel: Geca Italia).
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