INSEGNARE LOGORA (ANCHE LE CASSE DELLO STATO)
A pagina 24 di questo giornale si dà notizia del drammatico studio sulla situazione psicologica degli insegnanti italiani. Qui vorremmo riprendere un aspetto della questione. Quando la riforma delle pensioni costrinse anche maestri e professori a raggiungere i quarant’anni di servizio tutti accolsero il provvedimento come l’abolizione di un iniquo privilegio. Trascurando un paio di fattori.
Primo: l’insegnamento logora (specie in questo tempo, in cui è ogni giorno guerra di frontiera). Gli insegnanti che oggi finiscono dallo psichiatra un tempo sarebbero andati in pensione. Con un evidente, enorme beneficio per sé e per gli studenti. Ma anche, forse, per le casse dello Stato: costa di più una pensione baby al 50 per cento dello stipendio o l’inevitabile, interminabile sequela di supplenti al 100 per cento?
Secondo: l’invecchiamento del corpo docente. Dal 2007 comincia la grande ondata dei pensionamenti; ma l’età media degli aspiranti al ruolo è sopra i quaranta. Va da sé: un blocco di vent’anni delle uscite provoca un invecchiamento di vent’anni delle entrate. Se un governo lungimirante non prende provvedimenti siamo condannati ad avere una classe docente vecchia (e incline all’esaurimento) per sempre.
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