Intorno al feretro

Di Persico Roberto
13 Settembre 2001
Willliam Faulkner, Mentre morivo, 232 pp. Adelphi, lire 28.000

Willliam Faulkner, Mentre morivo, 232 pp. Adelphi, lire 28.000

Negli anni attorno al 1930 Faulkner scrive una serie di romanzi brevi, in cui prendono definitivamente forma la genialità e il talento che hanno fatto di lui il più grande narratore americano di questo secolo. Adelphi ripropone ora “Mentre morivo”, una ballata grottesca che dà voce all’America profonda, ai farmer scalzi e macilenti delle piantagioni del Mississippi. Protagonista è il cadavere in putrefazione di Addie Bundren. Il marito le aveva promesso, da viva, che l’avrebbe seppellita a Jefferson, la città da cui era venuta, tanti anni prima. Su un carro sgangherato, trainato da due muli scheletriti, il macabro carico si incammina verso il suo destino. Intorno al feretro si intrecciano le storie del marito, dei figli, dei vicini e degli sconosciuti che incontrano lungo il cammino. Con una scelta che fa coincidere la sperimentazione stilistica con un giudizio sulla realtà dei rapporti umani, Faulkner rinuncia del tutto a una voce narrante unitaria, e racconta la vicenda attraverso gli occhi e le voci dei personaggi. Il risultato è una «tetra polifonia di voci monologanti», ciascuna richiusa nel suo mondo, ciascuna sola con il suo dramma. Le inondazioni che intralciano il cammino trasformano il viaggio in una sorta di migrazione biblica, ritmata dal volteggiare minaccioso degli avvoltoi, dagli echi di religiosità esibite come involucri, dal progressivo emergere dei fondi più riposti della storia dei protagonisti. Ma anche della manifestazione delle loro piccole grandezze, della dignità, della fedeltà nonostante tutto a un desiderio, a una promessa. Fino allo sberleffo conclusivo, che sembra riandare in uno specchio deformante allo shakespeariano «tutto nel mondo è burla». Rimane alla fine il senso di una domanda, di una grande ferita. E rimane la scrittura abrasiva e rutilante di Faulkner, che fa dei suoi personaggi terrigni e fulgidi alcune delle più significative figure della condizione umana che ci abbia lasciato la letteratura americana del Novecento.

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