Ipnotizzare per vendere

Di Pavarini Maria Cristina
14 Giugno 2001
È l’era dei consum-attori

È l’era dei consum-attori. Entrare in un negozio – piccolo come una bottega, o mega come un ipermercato – non è più un’esperienza da poco. Ovunque si vada, oggi lo shopping deve essere divertimento e rimandare ad altre esperienze emozionanti delle quali poter giocare il ruolo di protagonista. Chi entra a Nike Town, la città di Nike, si sente chiamato a cimentarsi nelle discipline sportive più divertenti. Chi si siede a Starbucks può arrivare a credere che il caffè sia una pietanza prelibata che gli italiani non hanno saputo valorizzare – e forse nemmeno inventato -, mentre chi varca le porte di un Blockbuster può arrivare a pensare che affittare una videocassetta preluda a una serata di divertimenti indimenticabili. Peccato che siano solo fenomeni di illusionismo e trattamenti (più o meno leggeri) d’ipnosi ai quali non sappiamo né vogliamo sottrarci. I persuasori occulti, un testo classico degli anni ’60 sulle teorie di marketing lo riconosce da sempre: vendere è un’arte, implica una filosofia e un’ideologia alla quale soggiacere.

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