Islamici, protesta in piazza

Di Tempi
18 Ottobre 2001
Bandiere, slogan e cartelli contro la guerra e l’Occidente Inni ad Allah, slogan contro «l’Occidente degli infedeli». Parole di fuoco contro la religione cristiana «e i suoi crimini».

Bandiere, slogan e cartelli contro la guerra e l’Occidente

Inni ad Allah, slogan contro «l’Occidente degli infedeli». Parole di fuoco contro la religione cristiana «e i suoi crimini». Contro Berlusconi e il governo italiano, colpevoli di «alimentare l’odio razziale». E contro gli attacchi americani all’Afghanistan e «la crociata del terzo millennio». L’ala dura dell’Islam a Milano, l’Unione musulmani d’Italia, è scesa ieri rumorosamente in piazza. Scopo: protestare «contro l’aggressione indegna alla nostra cultura». Duecento persone di fronte all’ingresso del Castello Sforzesco. Una compatta falange mescolata al viavai domenicale di turisti e curiosi. Tra i manifestanti, anche qualche bambino. Una trentina di bandiere nere, con scritte in arabo e in italiano, a caratteri dorati: «Non esiste altra deità salvo Allah. Muhammad è il messaggero di Allah». Quello che sarebbe dovuto essere un invito alla tolleranza, si trasforma in un’estenuante invettiva contro l’Occidente. Cori minacciosi e proclami, anche questi in arabo e in italiano. La lunga filippica è affidata al leader dell’unione, lo svizzero Adel Smith: «Hanno accusato senza prove gli islamici dell’attentato alle Torri gemelle di New York. Ci hanno criminalizzati tutti, senza colpa, autorizzando così le bombe sull’Afghanistan degli americani e della coalizione di stati fantoccio che sostiene Washington. Ma nessuno parla dei bambini musulmani che ogni giorno muoiono sotto i colpi degli aerei Usa».

Smith prova a ripercorrere la storia del cristianesimo, dalle crociate all’Inquisizione. Parla di «distruzioni, deportazioni, colonizzazioni», di chi «crede alla favola di Marcellino pane e vino e capovolge la verità storica». Mentre, aggiunge, «la nostra è una religione antica, millenaria, piena di tolleranza». Il governo italiano viene accusato di «discriminazioni», il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di «arroganza, quando sostiene che la civiltà occidentale è superiore a quella islamica». Attacca l’arcivescovo di Bologna, cardinale Giacomo Biffi, e Gianni Baget Bozzo. C’è anche un’allusione ad Osama Bin Laden: «Se colui che cercano ora fosse stato in Cina non sarebbe stato scatenato un inferno come questo». Conclusione: «La luce dell’Islam non sarà spenta dai missili americani. L’Islam è qui, tra di voi».

Ad un certo punto, vengono mostrati cartelli con scritte fortemente anticristiane. In piazza si levano le proteste degli abitanti e dei passanti. Molti telefonano indignati alla redazione del Corriere della Sera : «Intollerabile: sono ospiti in Italia ed alzano la voce. Senza alcun rispetto per la nostra religione e il nostro modo di vivere e pensare».

Paolo Baldini, dal Corriere della Sera, Cronaca di Milano, 15.10.2001

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