Islamofobi noi o furbastri loro?

Di Luigi Amicone
09 Febbraio 2006
Vignette Blasfeme. Ancora una volta gli estremisti ci han fatto fessi

Mentre Repubblica può permettersi il lusso di andare in Danimarca «nella città ostaggio dell’islamofobia» (e a Trebisonda un prete non può più nemmeno pregare in chiesa perché finisce sotto le pallottole della malaeducación islamista), comincia finalmente a farsi strada la verità sulle famose vignette blasfeme. E la verità è che danesi e norvegesi sono eroi e vittime per caso di un odio e di un fanatismo che è tutto fuorché spontaneo e motivato dalla sensibilità religiosa dei musulmani. Sappiamo ormai da diversi tasselli di cronaca messi insieme in questi giorni (vedi qui le interviste al vicepresidente del Parlamento europeo e all’islamologo Samir, pagine 12 e 13) che le violente manifestazioni di protesta inscenate in tutto il mondo dai musulmani sono state pianificate e orchestrate ad arte. Da chi? In Occidente dagli imam di cui Magdi Allam ci fornisce ogni giorno nomi e indirizzi, enti di copertura, madrasse e moschee da cui dirigono i loro traffici monetari, le loro attività di proselitismo e di indottrinamento degli aspiranti giovani “martiri”. In Indonesia e in Pakistan dai soliti qaedisti di Jamaat islamia, quelli per cui, vignette o non vignette, rientra già nella “normale” attività “religiosa” l’andare in giro a bruciare bandiere, mettere autobombe, tagliare la gola all’infedele. In Siria e in Iran si capisce che il fuoco alle ambasciate è affare di Stato, regolato da agenti provocatori e pasdaran. In Libano basta leggere la lista degli arrestati (per la maggior parte siriani e palestinesi) per capire chi ha pianificato gli assalti alle ambasciate e ai quartieri cristiani di Beirut. In Palestina, gli assalti ai centri culturali francesi e alla sede dell’Unione Europea sono stati guidati dai militanti di Al Fatah, guarda caso proprio nei giorni in cui sono spariti 700 milioni di dollari dalle casse dello Stato palestinese e altri 600 milioni ne reclamano a Bruxelles i nuovi governanti di Hamas.

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