Istruzione e formazione nei sistemi locali

Di Giancarlo Tettamanti
02 Marzo 2021
Va attivato un rinnovamento radicale del settore della formazione professionale e della scuola tutta

Il nuovo governo – tra i molteplici problemi da risolvere – deve affrontare quello dell’istruzione e della formazione professionale nei sistemi locali, luoghi ove si caratterizzano le varie necessità e dove si verificano spesso carenze opzionali e, in modo diverso, anche processi di abbandono scolastico. Come cittadini ci aspettiamo che l’affronto concorra e si ponga in una prospettiva di sviluppo, secondo una diversificazione di modelli e a tutela dei livelli di responsabilità dei soggetti in essa interessati.

E’ evidente che le istituzioni scolastiche e di formazione professionale devono attivare il rafforzamento del coinvolgimento e della corresponsabilità dei genitori e degli studenti, rendendoli protagonisti nei cammini educativi e formativi, e ciò come condivisione di un comune progetto da perseguire nel tempo.

In quest’ottica, importante l’introduzione e la realizzazione dell’autonomia. Infatti “quest’ultima permette alle singole istituzioni di gestire la propria vita sulla base della libertà dei soggetti educativi (docenti, genitori, studenti) e in particolare di venire incontro efficacemente ai bisogni dei giovani. Il tutto rendendo più sensibili e attenti ai bisogni del territorio e al tempo stesso più capaci di fornire risposte adeguate in tempi reali. Il potenziamento della qualità dell’istruzione e della formazione, che rappresenta attualmente un nodo fondamentale in tutti i sistemi educativi, può ricevere un impulso importante da una autonomia che stimuli la creatività dal basso. Si tratta – con l’autonomia – di una innovazione che non può essere imposta dall’alto pena la superficialità della sua attuazione, né è sufficiente l’impegno dal basso se manca il sostegno dell’autorità, ma che per avere successo richiede la collaborazione di tutte le parti interessate” (“Punti forti di un modello”, in “L’organizzazione della scuola e dei CFP alla prova della pandemia del Coronavirus”, di Malizia e Tonini, ed. FrancoAngeli).

Da qui anche la risposta al “bisogno formativo” (bisogno educativo) della persona, cioé il bisogno di ciascun alunno/studente di costituirsi una identità il cui termine racchiude tre opzioni:

*    le predisposizioni personali: la propria natura e le cosiddette attitudini;

*  le competenze: le conoscenze, l’acquisizione, cioé, degli elementi cognitivi in  grado di decodificare gli aspetti che caratterizzano la società e le strutture culturali, scientifiche ed economiche;

*    i riferimenti esistenziali: l’uso corretto degli strumenti, una criticità di giudizio e le modalità di lettura e di rapport con la realtà.

Il bisogno formativo dei ragazzi è quello di acquisire un metodo ed una criticità che consentano loro di affrontare la realtà secondo parametri comunitari di giudizio.

Quella realtà che è fatta di persone, di rapporti, di circostanze, di situazioni, di fatti, di avvenimenti, di strutture più o meno complesse. Compito delle istituzioni di educazione e formazione è quello di fornire solidi punti di riferimento che consentano di orientarsi all’interno del flusso continuo di informazioni: le istituzioni scolastiche non possono certo rinunciare a porsi in prospettiva di organizzazioni del sapere e delle conoscenze, che le porti verso un  insieme strutturato senza il quale non esiste cultura.

Da qui il “bisogno” trova attenzione nell’esperienza del lavoro scolastico e professionale quotidiano,  nella possibilità di individuare i bisogni personali di ciascun alunno/studente e di attivare percorsi personalmente adeguati, nonché nelle sinergie educative che vedono coinvolta la responsabilità dei soggetti tutti, in primis degli adulti che vivono in qualche modo l’ambiente e l’esperienza scolastica. Una analoga esigenza di flessibilità e di riconoscimento si pone anche con riferimento agli altri soggetti che entrano in gioco nella e attorno alla formazione. Un simile rafforzamento deve partire dalle specificità che caratterizzano il sistema di istruzione e formazione professionale e gli conferiscono una specifica identità, mediante il forte radicamento nel territorio di riferimento, la messa in campo di un apprendimento centrato su esperienze concrete e cooperative, il legame diretto anche con la cultura tecnica e professionale, la flessibilità e la costante apertura all’innovazione e all’aggiornamento.

Va rilevato necessario, oltre ai bisogni formativi, anche l’aspetto dei “diritti formativi”: essi rappresentano la possibilità concreta da parte di ogni persona di accedere a servizi che consentano di accrescere il proprio valore culturale ed esperienziale in modo coerente con le proprie caratteristiche e volontà, al fine di inserirsi in modo soddisfacente nella realtà sociale in cui è chiamata ad interagire:

  • il diritto di usufruire di un vero servizio di orientamento: infatti le capacità orientative non sono innate, esse vanno sostenute e potenziate attraverso interventi precisi e adeguati;
  • il diritto alla scelta fra opzioni alternative ed equivalenti: la possibilità di scelta – dopo il primo ciclo – fra percorso liceale e quello di istruzione e formazione professionale deve essere effettiva, ovvero le diverse opzioni devono essere presenti sul territorio;
  • il diritto di continuità formative: ogni cammino formativo deve poter essere aperto a sviluppi successivi, potenzialmente fino ai livelli più elevati;
  • il diritto alla reversibilità delle scelte: ogni persona che ha intrapreso un percorso (liceo, istituto di istruzione e formazione professionale, apprendistato) ha il diritto, oltre che di proseguirlo fino in fondo, di interromperlo e passare ad altro senza per questo dover “ricominciare da capo”;
  • il diritto di scelta tra una pluralità di offerte formative istituzionali: la libertà di scelta degli studenti e delle loro famiglie deve potersi esercitare in riferimento all’offerta formativa tra le diverse scuole: va quindi promossa una autentica possibilità di scelta, con rimozione di qualsivoglia condizionamento culturale, gestionale ed economico.

E’ in quest’ottica che va attivato un rinnovamento radicale del settore della formazione professionale e della scuola tutta, fondato su uno spazio di reale responsabilità di iniziativa dei soggetti implicati direttamente nelle proposte educative (famiglie, insegnanti, enti gestori), di pluralismo dei percorsi di formazione atti a favorire il successo formativo di tutti e di ciascuno, di pari dignità del canale della formazione professionale con gli altri canali dell’istruzione e formazione.

Garantire a tutti, nessuno escluso, la possibilità di scegliere il proprio percorso a partire dal progetto personale, di ottenere un sostegno adeguato alla trasformazione delle proprie potenzialità in competenze, rappresenta un dovere proprio di una democrazia adulta che considera l’istruzione e la formazione effettivi strumenti di servizio e di riuscita.

Foto Ansa

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