Italia fanalino di coda della crescita
Lo abbiamo detto e dimostrato dati statistici alla mano cento volte, e adesso la conferma arriva da una fonte autorevolissima come l’Ocde, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce 29 dei paesi più industrializzati del pianeta: per quello che riguarda il tasso di crescita economica, l’Italia è in coda al plotone dei paesi Ocde con un misero + 1,2 per cento di crescita media nel quinquennio 1995-1999, cioè il quinquennio dei governi Dini, Prodi e D’Alema. Peggio di lei fa solo la Repubblica Ceca (0,3 per cento), mentre lo statico Giappone degli anni Novanta risulta appaiato a noi al penultimo posto. Da notare che 17 dei 29 paesi possono vantare un tasso di crescita medio superiore al 3 per cento, ma che la media generale Ocde si attesta sul 2,7 per cento a causa della modesta crescita nell’arco di tempo considerato di importanti paesi come Francia, Germania, Giappone e Italia. Fra i paesi del G7 la palma della crescita più alta va agli Stati Uniti col 4,1 per cento, equivalente a tre volte e mezzo la crescita italiana, ma anche altri paesi ridicolizzano il tasso italiano: la crescita del Regno Unito (+2,5 per cento) è stata più che doppia della nostra, quella dell’Ungheria e della Corea tripla (+ 3,6 per cento) e quella della Finlandia quadrupla. L’Irlanda, col suo stratosferico + 9 per cento per 5 anni di seguito, cresce più dell’Italia di sette volte e mezzo.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!