Italia, tomba del diritto

Di Tempi
23 Febbraio 2000
Il Grafico della Settimana

Potete anche non crederci, ma il paese europeo dove lo Stato vìola maggiormente i diritti umani è l’Italia. Questo imbarazzante primato non è il frutto di estrapolazioni statistiche o il risultato della malevola lettura di discutibili indicatori. A inchiodare il Belpaese alle sue responsabilità è la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, solenne istituzione creata nel 1959 per vegliare sull’osservanza della Convenzione europea dei diritti umani da parte degli stati che l’avevano firmata nel 1950. Delle 120 sentenze di condanna pronunciate dalla Corte nel corso del 1999, ben 44 riguardano lo stato italiano, che conduce con largo margine la poco onorevole classifica degli stati sanzionati, seguito a grande distanza dall’appestata Turchia (18 condanne) e dalla sorprendente (in negativo) Francia (16 condanne).

Un’analisi più approfondita permette di appurare che la maggior parte delle sentenze sfavorevoli all’Italia riguarda il diritto al giusto processo: ben 29 delle 44 collezionate. E in tutti i casi la violazione riscontrata è stata la medesima: eccessiva lunghezza del procedimento giudiziario (per i dati analitici del caso italiano vedi il servizio alle pagg. 18-19). Un’infrazione che la Corte ha punito 33 volte nel corso del ’99. Il che vuol dire che in questa materia l’Italia totalizza l’88 per cento di tutte le condanne pronunciate! I dati che arrivano da Strasburgo meritano di essere considerati con molta attenzione anche perché l’autorevolezza dell’istituzione è molto cresciuta dopo l’adesione dei paesi ex-comunisti alla Convenzione europea dei diritti umani (1990) e la successiva riorganizzazione in forma potenziata della Corte (1998). Questo significa che ormai il dato italiano va soppesato non soltanto nel raffronto coi paesi dell’Europa occidentale, che ci siamo rassegnati a considerare più civili del nostro, ma anche con quello dei paesi dell’Est di incerta transizione democratica. Càpita allora che pure nella classifica delle istanze indirizzate alla Corte dai cittadini di tutta Europa l’Italia si trovi in non buona compagnia: con 881 denunce, lo stato italiano è preceduto soltanto dalla Russia (972) e seguito, oltre che dall’ancora deludente Francia (868), da Polonia (691) e Turchia (655). Dall’Italia dei grandi giuristi romani e medievali, “culla del diritto”, ci si aspetterebbero altri standard. Ma in Italia, si sa, tutto ciò che è natalità da tempo tende inesorabilmente verso il basso.

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