Cosa ci dice la storia della bambina di Jandairis, venuta alla luce tra le macerie mentre il sisma si portava via sua madre
Tra le rovine di un edificio a Jandairis, città della Siria duramente colpita dal terremoto, i soccorritori hanno scoperto una neonata viva, sotto le macerie, ancora legata dal cordone ombelicale alla madre deceduta, in un fermo immagine tratto da un video pubblicato su Twitter. La bambina è l'unica sopravvissuta di una famiglia dopo il crollo di un palazzo di quattro piani (Ansa-Twitter)
I dati ufficiali hanno superato i ventunomila morti, ma il bilancio del terremoto in Turchia e Siria è lontano da una stima definitiva. La portata di simili tragedie dilata la frattura tra numeri enormi e singoli destini. Trentasettemila feriti, eppure un bimbo vivo dopo 44 ore sotto le macerie, eppure una giovane insegnante recuperata dopo 49 ore di schiacciamento. E gli occhi non possono che incollarsi a lei, alla neonata salvata nella città siriana di Jandairis. L’hanno trovata nuda e impolverata con il cordone ombelicale ancora attaccato alla mamma. La piccola è rimasta schiacciata nel crollo del palazzo di quattro piani dove viveva tutta la sua famiglia: padre, madre, tre sorelle, un fratello e una zia, tutti morti. Lei, venuta alla luce verisimilmente in prossimità del sisma, è sopravvissuta.
«Abbiamo tagliato il cordone e mio cugino l'ha portata subito in ospedale», ha raccontato un soccorritore e dalla folla qualcuno ha lanciato una coperta. Anche questo piccolo gesto estempora...