Jimmy, il Gino d’America
E che vi stupite che il Nobel della Pace l’abbia fatto suo l’ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter? Dai, quel premio ha finito di essere una cosa quasi seria da tempo, almeno da quando, mistero buffo, l’Accademia lo diede a Dario Fo, per non dire della volta che trionfò Saramago, scrittore oscurantista quanti altri mai. Dal paese scandinavo i signori votanti hanno provato a rassicurare i perplessi mettendo insieme una bella fandonia: il Nobel della Pace nulla ha a che fare la politica. Invece sì. E quindi, perché Carter? Quali i meriti suoi tutti politici? Perché Jimmy è alla testa di un’organizzazione che si occupa di diritti umani calpestati. Scranno dal quale pontifica e che gli permette di tenere rapporti pure con governi di dubbia affidabilità democratica. Se poi, prima di tutte le altre medagliette conquistate sul campo, ci vogliamo vedere all’origine di questo riconoscimento planetario la sua netta opposizione alla possibile guerra all’Iraq, e perciò opposizione certa a Bush jr, ci si azzecca. E così anche gli Usa hanno il loro Gino Strada. Mannaggia.
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