JOSè LUIS RODRIGUEZ ZAPATERO
Siamo in guerra, è vero. Ci è stata scatenata addosso dai fondamentalisti islamici e la scelta è quella tra combattere o arrendersi. La stessa scelta devono compierla ovunque i musulmani minacciati da questo scisma radicale. Al Qaeda ha come obiettivi i “crociati e gli ebrei”. C’è chi vi legge lo scontro tra civiltà. Può essere vero. C’è chi dice allora che per contrapporsi al fondamentalismo si debba rispondere con un rafforzamento dell’identità ebraica e cristiana, che alla forte identità del terrorista sia necessario replicare con la riscoperta europea delle radici giudaico cristiane. Non penso sia questa la strada. Tra gli obiettivi nel mirino di Osama Bin Laden mi pare vi sia il mondo occidentale e il nostro stile di vita: le spiagge libere per i corpi al sole più che le chiese e le sinagoghe. Un mondo dove la religione sia fatto personale e ciascuno sia libero di credere e vivere pienamente la propria fede, senza imporla agli altri. Per questo, al di là del giudizio di merito, mi pare che le leggi approvate in queste settimane in Spagna su matrimonio e divorzio siano una risposta ad Atocha e al terrorismo. Peccato Zapatero ci abbia poi lasciati da soli in Irak a combattere.
L’obiettivo di Bin Laden e dei suoi killer è dimostrare che non c’è altro dio all’infuori del Niente. Zapatero, da simpatico galoppino politico del non avrai altro dio all’infuori del relativismo (per cui ogni cosa è indifferente purché sia approvata da una maggioranza, roba da starci attenti e da maneggiare con cura, come insegna la Germania anni ’30, e cfr. anche l’ultimo intervento di Pier Paolo Pasolini al congresso del Partito radicale, anno ’75), è l’altra faccia del Niente. Ecco perché, le conclusioni zapateriane di Yasha si postillano qui come scombiccherate. (LA)
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