Jospin, l’epuratore

Di Arrigoni Gianluca
28 Marzo 2002
Sanno i Moretti italiani, madonne pellegrine in Francia, che un’indagine antifascista accusa il governo Jospin di aver “okkupato” lo Stato in stile Fascio?

In Francia i socialisti e la sinistra “plurale” non se la cavano poi così male nell’“okkupazione” dei posti di potere, al punto che i nostri girotondini avrebbero di che girotondare per mesi nella patria di Jospin. In una circolare ministeriale del 1997 il governo Jospin aveva dichiarato: «Lo Stato deve essere imparziale. Il governo deve quindi applicare in modo rigoroso l’articolo della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e quando procederà alle nomine non dovrà prendere in considerazione che il talento e la competenza degli interessati». È l’articolo 5 della Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1789, nel quale si dice che nell’assunzione dei funzionari non devono essere tenuti in considerazione che il merito ed il talento. La Fondazione Concorde, nata nel 1997 in seguito alla sconfitta elettorale del centrodestra ed alla quale aderiscono liberi professionisti, imprenditori, insegnanti, ha reso pubblico uno studio sulle nomine governative di alti funzionari dal giugno 1997 al gennaio 2002. I dati della Fondazione indicano che in meno di cinque anni di governo i socialisti ed i loro alleati hanno piazzato 145 membri di differenti gabinetti ministeriali – o eletti della coalizione al governo – a delle importanti cariche direttive nella funzione pubblica e parastatale più in generale (il 66,3 per cento dei dirigenti nominati nel periodo considerato). Tra i 112 dirigenti dell’amministrazione centrale, 98 (l’87,5 %) sono stati sostituiti. Tutti i ministeri sono stati sottoposti a questa “normalizzazione”, ministero della Cultura compreso con David Kessler, ex consigliere per la cultura e la comunicazione di Lionel Jospin dal 1997 al 2001, nominato l’anno scorso direttore generale del Centro nazionale di cinematografia. Ecco il commento della Fondazione Concorde: «La politicizzazione delle nomine non aveva mai raggiunto un tale livello. Il governo socialista pratica l’infiltrazione ed appare più interessato a investire in profondità i posti di comando dell’amministrazione dello Stato che a rispettare i princìpi repubblicani. È un gruppo politico che prende il controllo dell’amministrazione per garantire i propri interessi, perché l’influenza socialista sullo Stato possa sopravvivere alle sconfitte elettorali». Il 6 marzo, Jean-Richard Sulzer, professore universitario e specialista di scienze amministrative aveva dichiarato a Le Figaro: «La sinistra, a parte brevi periodi, è al potere da ventun’anni. I due terzi degli incarichi nella funzione pubblica sono stati rinnovati. Avendo a sua disposizione i più alti gradi della gerarchia amministrativa, la sinistra ha inserito i propri uomini negli incarichi intermedi dell’amministrazione. Quei funzionari sono inamovibili e formano il “vivaio” dal quale usciranno i futuri dirigenti». Domanda: se il centrodestra francese vincesse le prossime elezioni i girotondisti nostrani organizzeranno anche in Francia “la resistenza” contro “l’epurazione fascista” e la democrazia in pericolo?

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