La donna australiana condannata per l'omicidio dei quattro figli è stata scagionata dopo vent'anni. Questo fa forse chiarezza? C’è da alzare bandiera bianca, qui qualunque frammento scompagina ogni tentativo di ridurre tutto alla traiettoria "mistero, indagine, verdetto"
Kathleen Folbigg, la donna australiana accusata di avere ucciso i suoi quattro figli durante un'udienza del suo processo (foto Ansa)
L’ago magnetico della nostra coscienza punta inesorabile alla verità, e spesso si perde accontentandosi di spiegazioni. Le reazioni umane di fronte ai fatti di cronaca nera rivelano quanto arranchiamo dietro l’illusione che ogni lacerazione possa essere curata da un verdetto adeguatamente circostanziato. Il recente caso di Giulia Tramontano, uccisa insieme al figlio che portava in grembo, ha scaldato l’opinione pubblica, seguendo i binari ormai consolidati di chi scalpita per dare un nome al mostro e alle vittime, imbrigliando il male grazie al contributo risolutivo delle prove scientifiche e consolando i turbamenti con l’emolliente dell’affondo psicologico.
I 4 figli di Kathleen Folbigg muoiono prima dei 2 anni
Negli stessi giorni in cui questa tragedia riempiva le colonne dei nostri quotidiani, da più lontano arrivava l’eco di una svolta in un'altra vicenda terribile. Dopo 20 anni di prigione Kathleen Folbigg, nota come la peggiore serial killer australiana, è stata assolta e rilasci...