Kill Bill volume 2

Di Simone Fortunato
29 Aprile 2004
Continua la vendetta della sposa contro il sadico Bill... è decisamente meglio questa seconda parte di “Kill Bill” di Tarantino.

Certo, sarebbe stato meglio per tutti vedere l’opera intera tutta d’un fiato invece di sorbirsi due mezzi film a distanza di mesi. Una scelta stupida dettata dal soldo. “Kill Bill Vol. 2” è necessariamente più compiuto e molto più riuscito di una prima parte citazionista ed esageratamente violenta. Anche qui la violenza c’è, anche se in misura minore, ma soprattutto c’è una storia a supportare uno stile personale. Una storia convincente che ricicla in chiave barocca la struttura classica della tragedia (peripezia e riconoscimento), del resto già alla base de “Le iene”, primo film di Tarantino. C’è una storia e ci sono personaggi ben inquadrati: dal personaggio della Thurman, della quale conosciamo antefatto e movente dell’azione tragica ai nuovi personaggi: i due ottimi comprimari, Michael Madsen e la folgorante Daryl Hannah per arrivare al vero principe delle tenebre, lo splendido ed inquietante David Carradine a cui Tarantino regala un ruolo indimenticabile. Il tutto, incastonato in un vero e proprio gioco di citazioni che vanno dal western di Ford e Leone alla serie B televisiva all’horror classico di Romero.
Di Q. Tarantino
Con U. Thurman, D. Carradine

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