l cuore di Sea: volano i buoni sentimenti

Di Addis Piero
27 Settembre 2000
Ufficio Reclame 38

Dopo mezzo secolo di attività negli aeroporti la Sea, (marchio notissimo a chi frequenta Linate e Malpensa) ha deciso di investire qualche soldino anche in pubblicità, quella vera. E lo fa alla grande: chiama una delle più importanti agenzie, la BGS D’Arcy e uno dei migliori fotografi del mondo, il brasiliano Sebastião Salgado (ex Magnum). “Chiude” entrambi in aeroporto per una settimana alla ricerca di un’idea, di immagini vere capaci di raccontare un mondo, che, pur appartenendo a quello delle stazioni, è pieno di fascino, di magia (un bestione di boeing che si libra in volo leggero e maestoso sfidando le leggi di gravità fa rimanere sempre un po’ senza fiato). Il risultato di questa ricerca invece, presentato in anteprima alla stampa martedì 19 settembre, non lascia proprio sbalorditi: una mamma dà un buffetto a un bambino di pochi mesi sorretto da un padre affannato che ha l’aria di chi deve affrontare una bella corsa per non perdere il volo; un’ altra mamma tutta tenera tenera che fa naso naso ciglia ciglia con la sua bambina e infine (e ci sembra la più carina della serie) due ragazzini affacciati a un finestrone sulla pista a vedere gli aerei. Parcheggiati! Tutte rigorosamente in bianco e nero, sono alcune immagini di Salgado che occupano quasi tutto lo spazio nelle nuova pagine Sea commentate da un titolo suggestivo (solo per la parola cuore): “Nel cuore del viaggio”. Nonostante il ricorso a grandi risorse creative, la campagna non ci convince: le immagini sembrano comprate da un archivio fotografico (ve ne sono di gran livello, oggi) e l’insieme sembra appartenere a quel filone un po’ “furbetto”, patinato, intriso di buoni sentimenti, con qualche “sporcatura” qua e là che vuole far sembrare tutto più vero. Già visto. In più: l’idea dov’è? “In un anno da Malpensa decollano venti milioni di progetti” recita un titolo del follow up di campagna. Se decollasse anche qualche bella idea non sarebbe male. Speriamo che non passino altri cinquant’anni.

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