La bambina e il giornalista
Solo i soliti pasdaran pensano ancora alla famiglia come fonte primaria di educazione, tutti gli altri genitori demandano a Tv, scuola, società sportive o religiose la crescita dei propri figli, ritirandosi da una “lotta educativa” che loro per primi dovrebbero sostenere. Nuovi programmi scolastici. I commenti sono stati: “Per fortuna un cambiamento in questa scuola arretrata”, “andiamo finalmente verso l’Europa”. Stop. Siamo nelle mani dello Stato. Ma ecco uno spiraglio di luce. Potremmo titolare “Storia di un saggio e di un idiota comune (dove comune sta per idiota che riassume in sé tutta la mentalità comune)”. 8 febbraio Rete A. Intervista a bambini. La giornalista parla del programma di storia: “Niente più ripetizione di cose già fatte”. Una ragazzina di 11 anni: “Ripetere le stesse cose è un po’ una noia, ma mi chiedo: se io faccio le cose solo una volta, come farò a ricordarmele dopo un po’ di tempo?” (il saggio). Commento del giornalista in studio: “Speriamo che non sia così” (idiota comune).
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