La banalità del male
L’idea di sterminare tutti gli ebrei, e non soltanto quelli russi e polacchi, aveva radici molto lontane. Era nata non nell’RSHA o in qualcuno degli altri uffici di Heydrich o di Himmler, ma nella cancelleria del Fürer, cioè nell’ufficio personale di Hitler. Non aveva nulla a che vedere con la guerra e non fu mai giustificata con le necessità militari. Uno dei grandi meriti del libro The Final Solution di Gerard Reitlinger è quello di aver dimostrato, in base a documenti che non lasciano dubbi, che il programma di sterminare col gas gli ebrei dell’Europa orientale fu uno “sviluppo” del programma dell’eutanasia di Hitler, ed è deplorevole che il Tribunale di Gerusalemme, sempre così preoccupato della “verità storica,” non abbia tenuto conto di questo concreto rapporto. Esso avrebbe aiutato a chiarire la tanto dibattuta questione se Eichmann, che apparteneva all’RSHA, fosse o non fosse implicato in Gasgeschichten . Probabilmente non lo era, anche se uno dei suoi uomini, Rolf Günter, se ne interessava per proprio conto. Globocnik, per esempio, colui che aveva eretto gli impianti a gas nella zona di Lublino, zona che Eichmann aveva visitato, non si rivolgeva né a Himmler né ad alcun’altra autorità della polizia o delle SS, quando aveva bisogno di nuovo personale; scriveva direttamente a Viktor Brack, della Cancelleria del Fürer, il quale inoltrava poi la richiesta a Himmler.
Le prime camere a gas furono costruite nel 1939, in ottemperanza al decreto di Hitler, dal 1° Settembre di quell’anno, secondo cui alle “persone incurabili” doveva essere “concesse una morte pietosa”. (Fu probabilmente questa origine a infondere nel dott.Servatius la sorprendente convinzione che lo steminio col gas dovesse essere considerato una “questione medica.”) L’ideaq in sé, come abbiamo gia detto, risaliva a molto tempo prima. Già nel 1935 Hitler aveva spiegato al suo “Capo medico del Reich” Gerard Wagner che, se fosse venuta la guerra, avrebbe “ripreso ripreso e condotto in porto questa faccenda dell’eutanasia, poiché in tempo di guerraé molto più facile.” Il decreto entrò immediatamente in vigore per ciò che riguarda i malati di mente, ecosì tra il dicembre del 1939 e l’agosto del 1941 circa cinquatamila tedeschi furono uccisi con monossido di carbonio in istituti dove le camere della morte erano camuffate in stanze per le docce -esattamente come lo sarebbero state più tardi ad Auschwitz. Il programma suscitò enorme scalpore. Era impossibile tenere segreta l’uccisione di così tanta gente; la popolazione tedesca delle zone in cui sorgevano quegli istituti se ne accorse e ci fu un’ondata di proteste, da parte di persone di ogni ceto che ancora non si erano fatte un’idea “oggettiva” della natura della scienza medica e dei compiti del medico. Nell’Europa orientale lo sterminio col gas – o, per usare il linguaggio dei nazisti, il “modo umanitario”di “concedere una morte pietosa” – iniziò quasi il giorno stesso in cui in Germania fu sospesa l’uccisione dei malati di mente. Gli uomini che avevano lavorato per il programma di eutanasia furono ora inviati a oriente, a costruire gli impianti per distruggere popoli interi – e questi uomoni erano scelti o dalla Cancelleria del Fuhrer o dal ministero della sanità del Reich, e solamente ora furono messi, amministrativamente, sotto il controllo di Himmler.
Nessuna delle varie Sprachregelungen studiate in seguito per ingannare e camuffare ebbe dsulle menti degli esecutori l’effetto potente di quel decreto hitleriano, contemporaneo allo scopo della guerra , dove la parola “assassino” era sostituita dalla parafrasi “concedere una morte pietosa”.
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