La battaglia della scuola

Di Justin Mc Leod
03 Giugno 2004
Cinque anni fa il ministro dell’istruzione si chiamava Luigi Berlinguer.

Cinque anni fa il ministro dell’istruzione si chiamava Luigi Berlinguer. C’era lo “Statuto delle studentesse e degli studenti” (per la verità c’è ancora) che regolava le relazioni fra alunni e scuola come in un rapporto di lavoro. C’era una norma che regolamentava il tono di voce degli insegnanti: “pacato e teso al convincimento”. C’era la legge 9 che costringeva tutti i ragazzi ad andare a scuola fino a 15 anni, anche se non c’era nessun percorso che finisse a quell’età. C’era una proposta di legge che prevedeva di fondere elementari e medie riducendole di un anno, distruggendo il meglio della scuola italiana e sopprimendo migliaia di posti di lavoro. Non c’era però nessun sindacato pronto a lamentarsene. Cinque anni fa Mario Mauro veniva eletto al Parlamento europeo, e di lì a poco sarebbe diventato responsabile del dipartimento scuola di Forza Italia.
Oggi a viale Trastevere siede donna Letizia Brichetto Moratti. Che in uno dei suoi primi interventi ha detto che «la scuola deve tornare a essere un luogo in cui l’educazione è possibile, perché non è la scuola che educa». C’è una legge che mette al centro della scuola l’attenzione alla persona. Che prevede un quadro orario flessibile, che non cancella nessuna delle esperienze precedenti ma offre a tutte le scuole e gli insegnanti la possibilità di disegnare percorsi sulle esigenze degli studenti. Che riconosce alle famiglie un ruolo nel cammino scolastico dei propri figli. Che stabilisce che tutti i ragazzi devono formarsi fino a diciott’anni, ma non li spedisce tutti al liceo perché riconosce il valore educativo di tutte le esperienze umane, compreso il lavoro. Che lascia alle regioni la possibilità di organizzare il sistema formativo nel modo pù adeguato alla storia e alle risorse del proprio territorio. Oggi Mario Mauro si ricandida alle elezioni europee. Compagni di scuola ripercorre episodi e vicende di questi cinque anni. Ricorda fatti, sbugiarda menzogne, fa le pulci a tanti luoghi comuni. Documentando come questi cinque anni non sono passati invano.

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