La Bce val bene un Crédit
Il 18 giugno è stata una bella giornata per la “ragion di Stato”. Un tribunale ha tolto dai guai l’attuale Governatore della Banca di Francia, Jean-Claude Trichet, che il prossimo autunno potrà così sedersi sulla poltrona di presidente della Banca centrale europea (Bce), come gli accordi europei avevano stabilito prima che la candidatura Trichet si arenasse temporaneamente su di uno scoglio giudiziario. Il presupposto è semplice: una banca pubblica è sotto la tutela ed il controllo dello Stato e se i rappresentanti dello Stato si rivelano inefficaci, devono essere ritenuti “responsabili”. Nel caso del Crédit Lyonnais più che di un disastro si è trattato di una catastrofe finanziaria; niente di meno che il più grande scandalo bancario nella Francia del dopoguerra. Le perdite, tra il 1991 e il primo semestre del 1993, sono di una tale imponenza che a oggi si possono solamente stimare in una forbice che va dagli 8 ai 15 miliardi di euro. Il 18 febbraio scorso l’accusa aveva chiesto delle lievi pene con la condizionale per i “controllori” e in particolare dieci mesi per Jean-Claude Trichet, all’epoca dei fatti direttore del Tesoro e quindi responsabile, sotto l’autorità della Banca di Francia, della Commissione bancaria, l’organismo di controllo che assumeva la tutela della banca. Jean-Claude Trichet, come tutti coloro che avevano l’obbligo di garantire con la loro autorità la veridicità dei conti, presentati in attivo dai responsabili della banca quando i “controllori” sapevano che erano in rosso, sono stati assolti con una strana motivazione: «la direzione del Tesoro non disponeva (…) che di informazioni imprecise e inesatte» e che Trichet e i suoi collaboratori «non hanno partecipato personalmente all’elaborazione dei conti» della banca. E perché avrebbero dovuto, essendo il loro ruolo quello di “controllori” e non di “estensori” dei bilanci? E cosa significa che le informazioni date ai “controllori” erano “imprecise e inesatte”? Il ruolo della Commissione bancaria non è proprio quello di verificare la veridicità dei conti? Il teatrino diventa ancora più surreale quando una portavoce della presidenza della Repubblica, subito dopo la notizia dell’assoluzione, fa sapere che la candidatura di Jean-Claude Trichet alla direzione della Bce verrà sostenuta attivamente da Jacques Chirac al vertice di Salonicco che si terrà il giorno dopo, giovedì 19 giugno, e questo prima ancora che si sappia se l’accusa, come effettivamente farà, rinuncia al processo d’appello. Anche il filogovernativo Le Figaro è costretto a sottolineare in un commento dal titolo “L’Etat blanchi”, che le decisioni degli alti magistrati, gerarchicamente legati al potere politico, hanno protetto la “casta” degli alti burocrati della funzione pubblica e, di rimbalzo, i loro referenti politici. Dov’è Nanni?
P.S. Lo stesso giorno, mercoledì 18 giugno, la Corte di Cassazione decideva il non luogo a procedere a beneficio di alcuni alti funzionari ministeriali sospettati di essere responsabili, per incompetenza, negligenza o peggio, della contaminazione al virus dell’aids di almeno 4000 emofiliaci e trasfusi e della morte di altri 600.
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