La bella avventura di un lettor curioso

Di Massobrio Paolo
16 Agosto 2000
Il bicchiere mezzo pieno. Enogastronomia politica

Roberto Fontolan, oggi vice di Gad Lerner al Tg 1, disse in un incontro che la prima qualità di un bravo giornalista era la curiosità. Mi dicono che Andrea, figlio di Marco (ingegnere) e Laura (musicista), sia un giovane lettore di Tempi e abbia questa curiosità innata, tanto da dedicare un’ora al giorno alla lettura del suo quotidiano preferito. Ora, provate ad immaginare quale interesse diverso a ciò che lo circonda potrà avere un tipo così, incuriosito dalla notizia e, vivaddio, anche dal bicchiere mezzo pieno. Il valore di un giornale è in fondo questo: che passi una scossa di curiosità all’umano (e al vero) in ogni pezzo, foss’anche attraverso un vino o una tagliatella. Per questo – dico – una lettera al giornale è più sacra della linea che si è scelto di tenere. Per questo, in fondo in fondo, con Tempi il bicchiere sarà sempre mezzo pieno, finché il cabernet transgenico, che già esiste, non ci riduca all’astemia.

Dedico ad Andrea un vino complesso, perché i giovani non sono per i vini facili e di pronta beva. Chi è profondo dentro non può non apprezzare un bicchiere mezzo pieno di Turriga dei fratelli Argiolas di Serdiana (Cagliari). E’ un rosso isolano e autentico, nasce da uve cannonau e altre locali ed è un campione di equilibrio e di racconti. Una bottiglia, di quello che alcuni considerano il miglior vino d’Italia, costa dalle 40mila (in cantina) in su.

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