La “belle histoire” del Chievo? Balle
L’altra sera allo stadio di Bologna mi affronta un tale. «Signor Fred Perri, lei è juventino». Siccome era una persona civile mi sono fatto dare il numero di fax, promettendogli di inviargli le lettere più o meno insultanti di tifosi bianconeri irritati. In realtà, come sapete tutti benissimo, il motto della mia casata è: «Mi frega già a stento del Genoa». Figuriamoci del resto. E tra le cose che mi fregano di meno c’è il Chievo. Sto a contare i giorni che separano questa squadra dal tracollo. No, non ce l’ho con loro, anzi. Il loro presidente, così triste, mi sta simpatico. È che non mi piace il contorno di banalità che li circondano (non per colpa loro): la favola del Chievo, il miracolo Chievo, la belle histoire del Chievo. Siccome le favole nel calcio non esistono, spero che anche questa finisca presto. Però è un campionato di livello così basso che potrebbe anche durare. Unico grande pregio del Chievo: pochi tifosi. Neanche il loro mesto presidente lo è: tifa per l’Inter.
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