La bellezza (di Totti) salverà il mondo

Di Valenti Annalena
27 Luglio 2006

Non solo la vittoria ai mondiali di calcio ci voleva «perché con la politica in Italia che va come va ci stiamo deprimendo», ma anche le discussioni su quella vittoria possono diventare riflessione di vita. Prendete cinque ragazze adolescenti che ne parlano in macchina: «Ma ti rendi conto che al prossimo mondiale non ci sarà più la squadra? Sono così vecchi, 30 anni Grosso, il mio Totti 29 e Del Piero 33». «Vecchi?». «Vecchi per il calcio», dove si stabilisce che al mondo è tutto assolutamente relativo. Si approda poi alla deriva giustizialista dove ormai ci vanno tutti, ragazzi compresi: «Zidane lo ha colpito, ma bisognerebbe indagare su cosa gli ha detto Materazzi per fargli perdere la testa». Fortunatamente la nebbia nel cervello, che non fa riconoscere un’azione deplorevole in se stessa, si dirada quando alla giovane Saint-Just viene in mente il suo Totti, che per aver sputato al danese Poulsen, era stato messo alla gogna: «Come mai Zidane lo scusano e il mio Totti no?». Ma per quanto le fanciulle si stiano rendendo conto che nel nostro mondo tutto sembri schifosamente relativo, il punto di fuga c’è. «Hai visto che figo Gilardino? Per me il più bello è De Rossi. E gli occhi del mio Totti quando ha tirato il rigore! Dio esiste!». Si riparte dalla bellezza, raga. Quella che salva il mondo dal relativo e dai suoi vati.

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