LA BUFALA MIGLIORE
Per partecipare al festival del “In ricordo di Togliatti”, ci vuole una fantasia fervida, talvolta incredibile. Non è semplice trovarla tra i neuroni del proprio cervello nella stagione estiva, eppure alcuni ci sono riusciti. Non stiamo parlando di Armando Cossutta e del cosiddetto storico Luciano Canfora, instancabili partecipanti a commemorazioni funerarie che riguardano lo stalinismo, sempre e comunque. Piero Fassino però non ci pareva legato a questo “carro dolente”. Il segretario diessino è in genere simpatico e attento. Come è possibile allora che, intervistato dal Corriere della Sera, riesca a dire che “la svolta di Salerno” sia frutto e opera del “Migliore”? Anzi, che addirittura Togliatti abbia convinto Stalin a optare per l’alleanza con il re d’Italia e con Badoglio? E pensare che Fassino dice di aver letto i diari di Dimitrov! Dal 25 luglio del 1943, “Mario Correnti”, alias Ercoli, alias Togliatti, insisteva, invano, per essere ricevuto da Stalin, e intanto parlava dall’Urss a “Radio Milano Libera” sulla necessità di cacciare Vittorio Emanuele III e Badoglio. Non fu Togliatti ad andare da Stalin, ma “Baffone” a sbattere giù dal letto il “Migliore” nella notte tra il 3 e 4 marzo 1944 per ordinargli quella “svolta”, nell’interesse strategico dell’Urss. Questo sfondone storico di Fassino vale quasi la bandana di Berlusconi.
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