La buona battaglia di C-Fam

Di Nucci Alessandra
16 Agosto 2001
Due anni fa un’associazione che si faceva chiamare “Cattolici per la libera scelta”

Due anni fa un’associazione che si faceva chiamare “Cattolici per la libera scelta” (dove “scelta” sta per “aborto”) intraprese una campagna per far togliere alla Santa Sede la veste di osservatrice permanente presso l’Onu e a questo scopo riuscì a raccogliere le adesioni di duecento associazioni. A questo punto si mosse “C-Fam” (www.c-fam.org), che nella metà del tempo riuscì a metterne insieme quattromila che chiedevano invece che la Santa Sede rimanesse esattamente dov’era. Questa vicenda fece risaltare la coesione trovata sui principi della difesa della vita fra cristiani e musulmani. Fra i firmatari in difesa del Vaticano figuravano infatti i più grandi gruppi musulmani e protestanti del mondo. “C-fam” è l’unica associazione famigliare che lavora a tempo pieno alle questioni delle Nazioni Unite. In 4 anni di vita ha guidato le forze pro-famiglia in varie conferenze che hanno segnato grandi passi avanti nella difesa della vita e della famiglia all’Onu, comprese Cairo+5 e Beijing+5. Con il bollettino Friday-Fax, “C-Fam” ha avvertito il mondo pro famiglie dell’esistenza dei negoziati per istituire il Tribunale penale internazionale e della minaccia di questo Tribunale di togliere il privilegio del segreto fra prete e penitente. Il bollettino oggi viene letto da 30.000 persone.

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