LA “CASA” EUROPEA
«Mentre lo turco stava scalando le mura di Bisanzio, li bizantini discutevano ancora animatamente se era il caso di inviare ambasciatori alla Serenissima Repubblica de li viniziani». Cito a memoria, in modo un po’ goliardico, letture giovanili di cronaca storico-politica. Ma il senso, credo, si capisce bene. Facciamo parte di una grande civiltà, di un ricchissimo continente, di una società raffinata, ma la nostra “passione” sembra che ormai si concentri su gay, “coppie di fatto”, ridefinizione dei rapporti di coppia e matrimoni, limiti sull’operato dei dottor Frankenstein dell’eugenetica. Nel giro di qualche anno, siamo passati dalla regolamentazione della “pizza senza forno a legna” e dalla “curvatura del cetriolo” ai problemi della “coppia”. Sembra di sentire i “ragazzi della casa” su Canale 5. Ogni tanto ci si ricorda che qualcuno prometteva che l’Europa sarebbe diventata un promontorio dell’Asia. Ci si ricorda che produciamo poco, che non siamo più competitivi, che non abbiamo una difesa militare adeguata, che esiste un terrorismo internazionale che ha dichiarato guerra anche a questa Europa. Sono solo momenti. La routine è sempre quella: burocratica, con vocazioni a discorsi sull’ovvio e sul nulla. Perché non trasformare il Parlamento europeo in una enorme stanza del “Grande Fratello”?
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