La CdL punta sull’educazione (meglio tardi che mai)
«Occorre scommettere di più e meglio nella formazione del capitale umano» scrive Giampiero Cantoni, ex presidente della Banca Nazionale del Lavoro e senatore uscente di Forza Italia, nel suo pamphlet Il dovere di competere. Manuale per la prossima legislatura da poco edito da Rubbettino. Occorre dare alle strutture educative un volto adatto a un mondo che cambia, precisa, premendo l’acceleratore sul buono scuola e puntando all’abolizione del valore legale dei titoli di studio. Evviva, sono cose che questa rubrica, questo giornale, il mondo cattolico (non cattocomunista) e liberale (non anticlericale) sostengono da sempre: Luigi Einaudi le scriveva sul Corriere della Sera nel 1908, Luigi Sturzo sul bollettino dell’Azione Cattolica. Ma signor senatore, dov’eravate, Lei e il suo partito, negli scorsi cinque anni? Non eravate al governo del paese? Non potevate provarci almeno un po’, anziché accanirvi su una riforma della scuola gattopardesca? Chissà quando mai si ripresenterà un’occasione simile.
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