La Chiesa sta con l’uomo reale
Sì alla vita, alla libertà religiosa, alla difesa del matrimonio fondato sulla famiglia naturale, a un impegno di tutti per la ripresa economica del paese, a politiche di reale e ordinata integrazione degli immigrati. No ai pacs, all’immigrazione senza controlli, alle «espressioni d’amore false o infondate, che ridicolizzano la dignità della persona umana e minano gli interessi della famiglia». Sono state parole chiare quelle rivolte dal cardinale Camillo Ruini alla Conferenza Episcopale Italiana. Parole che hanno richiamato il cuore della recente Enciclica di Benedetto XVI e hanno inteso ribadire che la Chiesa non fa politica per sè, ma offre il suo contributo per tutti «attraverso la sua dottrina sociale, argomentata “a partire da ciò che è conforme alla struttura di ogni essere umano”».
Ecco allora quali sono, a detta di Ruini, «i criteri di orientamento, da porre soprattutto in rapporto con i programmi delle diverse forze politiche». Anzitutto «alcune fondamentali tematiche antropologiche ed etiche, come quelle del rispetto della vita umana dal concepimento al suo termine naturale e del sostegno concreto alla famiglia legittima fondata sul matrimonio, in particolare nei suoi compiti di generazione ed educazione dei figli, evitando invece di introdurre normative che ne comprometterebbero gravemente il valore e la funzione e non corrispondono ad effettive esigenze sociali». A questo proposito il bilancio dell’operato delle amministrazioni di sinistra è molto severo. «Segnali senza dubbio preoccupanti – dice Ruini – giungono da vari Consigli regionali, dove sono state presentate, e in qualche caso approvate, proposte riguardanti le unioni di fatto che equiparano in larga misura i loro diritti a quelli delle famiglie legittime: alcune di queste proposte puntano inoltre ad essere trasferite al Parlamento nazionale, per diventare legge dell’intero Paese».
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