La China occidentale

Di Respinti Marco
19 Gennaio 2006

Che dopo l’apogeo nella cristianità medioevale l’Europa (e poi l’Occidente) abbia cominciato a percorerre la lenta ma inesorabile china della decadenza è una tesi peculiare al tradizionalismo cattolico. Ma che questo venga scritto e documento da un cristiano non-cattolico è una notizia. La notizia però è lì (e “lì” sta per Stati Uniti) dal 1948, hanno in cui Richard M. Weaver (1910-1963) pubblicò uno smilzo ma sapidissimo volumetto dal titolo Ideas Have Consequences (University of Chacago Press). Weaver non era cattolico. Era episcopilano e nella sua storia del declino della “cultura intelligente” occidentale parte da quel nominalismo che al vertice del Medioevo mise in crisi il tomismo. Ovvero il non-cattolico Weaver mette fra le tappe forti della decadenza anche l’intera storia della Riforma luterana e dei suoi derivati.
Fiero figlio del Sud degli States, docente d’Inglese a Chicago, maestro di linguistica e di retorica, Weaver ha elaborato una tesi che, consegnata alle pagine di un libretto denso ma anche semplice, ha fatto scuola tra i conservatori. Un libro che dal 1948 non è mai stato fuori edizione. E poi ci si meraviglia che, magari un minuto dopo essersene dette di ogni colore, negli Usa cattolici e non-cattolici siano in grado di articolare linguaggi (a tratti) comuni.

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