La Cina è vicina

Di Arrigoni Gianluca
26 Marzo 2004
Il presidente Chirac, che si vuole l’artefice del ripristino della “grandeur” francese

Il presidente Chirac, che si vuole l’artefice del ripristino della “grandeur” francese, ha visto sanzionare dagli elettori la propria politica interna, mentre in politica estera vacilla nonostante il “pacifismo” del suo umanitario ministro degli Esteri Villepin. Nel secondo turno delle regionali (28 marzo) sono infatti otto le regioni che potrebbero passare alla sinistra, che in tal caso ne governerebbe sedici su ventidue (anche se quasi un elettore su quattro ha votato estrema destra, Fn-Mnr, 17%; o estrema sinistra, Fo-Lcr, 5%). Dell’attivismo francese in politica estera si segnala il caso del Salone del libro di Parigi (19-24 marzo) in cui il paese ospite d’onore è stato la Cina. Però il dissidente Gao Xingjian, naturalizzato francese nel 1998 e premio Nobel della letteratura nel 2000, non è stato invitato. Perché? Per non dare un dispiacere al governo cinese. Ma che succede se lo scrittore Frédéric Beigbeder si presenta all’inaugurazione con una maglietta con scritto «Nous sommes tous des Gao Xingjian»? Succede che lo scrittore viene espulso dal Salone del libro e rinchiuso in un furgone della polizia. Chissà che bella Costituzione europea, ricca di richiami ai “diritti umani”, Chirac assicura, «possiamo senz’altro approvare entro giugno»!

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