La città? È dell’uomo che la fa
Progetto Città nasce da due esigenze molto semplici. La prima è quella di rendere consapevoli gli operatori pubblici e privati dei fattori costitutivi di ciò che chiamiamo “città”. La seconda è quella – tipicamente di mercato – dell’incontro fra domanda e offerta.
I due obiettivi di Progetto Città? Conoscenza e mercato
Quindi: anzitutto un momento di concreta e seria conoscenza della realtà. Il che significa evitare gli stereotipi – come per esperienza di ex amministratore pubblico mi è capitato di constatare – che producono nient’altro che qualche materiale in più di conversazione sull’eccellenza progettuale di talune città (la Londra dei Docks o la Barcellona della grande ristrutturazione) e poi, nel fare politico concreto per e nella città, proprio per la mancata conoscenza del dettaglio di queste esperienze, l’approssimazione, l’immobilismo, il nulla. D’altra parte una fiera rappresenta un’occasione di mercato. E il mercato è ciò che consente la conoscenza e gli scambi dei prodotti. Per questo “Progetto Città” è un luogo di incontro tra operatori pubblici e privati. Con una particolarità: un approccio globale. Che intendo dire? Voglio dire che, normalmente, nel mercato nazionale ed europeo, l’approccio alla progettazione e sviluppo del territorio sono sempre trattati in modo parziale, enfatizzando, ad esempio, ora il punto di vista dell’impatto ambientale, ora quello della mobilità, i servizi piuttosto che il no-profit , l’arredo urbano, l’inquinamento eccetera. Nesssuno, prima di Progetto Città, ha mai realizzato un evento che presentasse invece una proposta articolata e globale, in grado di comprendere in un’unica manifestazione tutte le dimensioni e i fattori costitutivi la Città. Quali? Lo scoprirete in queste pagine.
Un approccio globale
Ma qual è il sottofondo di una fiera che si dispone su un’area espositiva abbastanza consistente, oltre 60.000 metri quadri? Qual è il leit-motiv del nostro “Progetto Città”? È ben spiegato dai convegni e, in particolare da quelli organizzati dalla Fondazione per la sussidiarietà. Il leit-motiv è: “ facciamo vedere in che cosa consiste precisamente il famoso principio di sussidiarietà orizzontale”. Rendiamo cioè visibile la capacità – ricca, variegata, positiva – che ha l’azione dell’uomo, sia esso imprenditore, operatore pubblico, privato, no profit. Facciamo vedere quali sono i contenuti di tale capacità. Facciamo vedere le proposte con cui la libertà e la creatività si rendono protagoniste della promozione e dello sviluppo di una comunità territoriale e della comunità tutta, intera, partecipe e responsabile di un mondo comune. Infine, “Progetto Città” è l’applicazione della sussidiarietà orizzontale, il punto in cui pubblico e il privato, profit e no profit, si incontrano non teoricamente, non astrattamente, ma sul piano concreto della domanda e dell’offerta progettuale – persone, cose, fatti, esperienze – ognuna caratterizzata da una sua propria peculiarità, ma in relazione tendenziale con il “tutto”. E precisamente con quel “tutto” espressivo dell’uomo che è la polis, la città.
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