LA COSCIENZA DI SVEN
Il caso della baby sitter peruviana che ha rapito il bambino di cinque mesi a lei affidato mi ha fatto riflettere: ormai non puoi più metterti in casa nessuno. Anzi, peggio, non ti puoi più fidare di nessuno: impazzano le spie. Da noi il fenomeno è limitato, mentre in Inghilterra è drammaticamente esteso. Basti pensare al povero (stipendio a parte) Sven Goran Eriksson di cui è stato svelato l’amorazzo con una procace segretaria. Come? Grazie alle e-mail ricche di “particolari” che la signorina inviava alle amiche. Costoro hanno prontamente rivenduto tutto ai giornali scandalistici. Ogni giorno, a Londra, esce il libro di un valletto, di un cameriere, di un commercialista, di una badante, di un bodyguard, insomma di qualcuno che è stato a servizio da qualche ricco e – dietro compenso – ne svela tutti i vizi possibili. I giornalisti frugano nella spazzatura (quella vera), i fotografi te li trovi pure nel cesso. Un povero ct non può neanche avere un intrallazzo con una segretaria. Ora lo vogliono licenziare perché, quando gli hanno rinfacciato la cosa, ha smentito. Giustamente, come diceva mio nonno: «Nelle faccende di donne smentire sempre, anche l’evidenza». Insomma i ricchi, in Inghilterra, campano male. Meglio da noi. Eriksson l’avremmo già cacciato da un pezzo per i suoi insuccessi, ma almeno tromberebbe in santa pace.
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