La costituzione è morta?
Forse è un po’ morta, oppure no, magari resuscita, in generale non sta bene. Ripartono i lavori per la Costituzione europea, e ripartono nelle nebbie dell’incertezza. L’Olanda, dopo il referendum con cui ha defenestrato la Carta europea, torna a dire che per quanto la riguarda «la Costituzione è morta», così ha spiegato il ministro degli Esteri olandese, Ben Bot, (in foto) in un colloquio con l’omologo austriaco e presidente di turno dell’Ue, Ursula Plassnik, a pochi giorni dall’annuncio che Vienna tenterà di rianimare il processo costituzionale. «La Costituzione europea non è morta, è nel mezzo del suo processo di ratifica», dice invece il governo austriaco. Ottimismo condiviso da pochi.
Per Jacques Chirac sarebbe meglio abbandonare l’idea di ratificare l’intero testo, e seguire piuttosto la strategia del “cherry-picking”, selezionare e ratificare solo singoli capitoli della Costituzione. La Costituzione europea è nell’agenda della presidenza austriaca? «Noi non ne sapevamo niente». Così, dalle colonne del quotidiano spagnolo El Pais, il presidente finlandese Tarja Halonen. Un bell’incidente diplomatico, visto che proprio la Finlandia prenderà la guida dell’Ue appena dopo l’Austria, nel secondo semestre 2006. A voler essere pignoli, di fatto, il programma annuale concordato dai due paesi non conteneva alcun riferimento al trattato costituzionale.
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