La cura del gorilla

Di Simone Fortunato
09 Febbraio 2006
Un detective dalla doppia personalità indaga sulla morte di un clandestino albanese.

Lo chiamano “noir” e la memoria va ai grandi classici americani degli anni 50, ma dimenticatevi pure Dashiel Hammett, Raymond Chandler e Jimmy Cain. Scordatevi approfondimento psicologico, romanticismo estremo e atmosfere dark. L’età nuova del “noir” moderno ha il volto di Sandrone, inquisitore no global a caccia non di streghe ma di preti magnaccia che uccidono senza un perché (ma una volta in un’indagine non era importante il movente?) o forse perché di mestiere fanno proprio il prete. Sandrone, detto gorilla che fuma le canne, odia i fascisti e ama i centri sociali. Un eroe dei nostri tempi. Senza palle né cervello, ma con tanta voglia di riempire le carceri di cristiani.
di C. A. Sigon, con C. Bisio, S. Rocca

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