La via del sole
Al di là della Torre di Babele c’è un sole senza limiti. È un momento storico in cui accadono fatti preoccupanti: la guerra civile sotterranea tra le fazioni palestinesi, quella ormai chiara tra sciiti e sunniti in Iraq, l’integralismo religioso alimentato da paesi come l’Iran, la vecchia Europa che ragiona divisa. E nello stesso tempo alcune aperture interessanti: la possibilità che per la prima volta gli Stati Uniti eleggano alle prossime presidenziali una donna o un candidato di colore, la Cina e l’India che si aprono al mondo, il Sudamerica che guadagna spazi importanti. Sembra di essere tornati, con prospettive più drammatiche, al fatidico 1989, quando il mondo si aprì ma purtoppo furono gli interessi personali e nazionalistici ad avere il sopravvento. Bisogna andare oltre questa Torre di Babele che rappresenta nella storia dell’umanità il prevalere dell’egoismo. Ed essere come quel sole che unisce il mondo sorgendo a Oriente e proseguendo il suo cammino verso Occidente per una vita che non finisce mai. Quel sole venerato dai popoli antichi come fonte di luce e civiltà che rappresenta anche la venuta di Gesù Cristo, unico portatore vero di un messaggio d’amore nella vita degli uomini.
Allora lancio una proposta: dimenticare questa Torre di Babele per andare davvero verso una civiltà multietnica. È un progetto, il “No limits Sun”, un piccolo seme che aiuti questo mondo a ritrovare una sua identità che parte dalle realtà più piccole. Dalla famiglia, dove due persone stanno assieme dimenticando i propri personalismi, amando l’altro più di se stessi; da una ritrovata identità dell’Italia e dell’Europa, che affermi i valori in cui ha sempre creduto e per i quali ha combattuto; dalla vita quotidiana, giusta misura della realizzazione di una vita positiva. È una proposta, certo, un sogno, quello di unire persone differenti che vogliano costruire una simile civiltà. Ma per superare questa Torre di Babele moderna, bisogna provarci, credere in questo sole, che è Gesù Cristo o quel sole laico che tante altre culture e religioni affermano. Oltre la Torre di Babele c’è un desiderio, vivere il presente per cambiare il futuro. Perché la primavera del mondo moderno è fatta di realtà, ma oltre la realtà c’è questo sole che unisce. Questo sogno, allora, è vivere. Una vita vera a contatto con la vera realtà delle cose.
La primavera dell’umanità è fatta di uomini, persone che spendono il loro tempo per migliorare questo mondo. Personaggi storici, come Mandela, Ratzinger, Vaclav Havel, Lech Walesa. Ma anche tante persone normali, impegnate nel volontariato, in Italia e nel mondo. Uomini positivi e idee positive, è da queste esperienze che può essere lanciato questo progetto, il “No limits Sun”, che vuole riaffermare l’importanza di una civiltà costruita attorno alla felicità dell’uomo. Sul rispetto di ogni libertà di espressione e sulla garanzia dei diritti umani. Il sole che unisce ogni giorno l’umanità è il simbolo di una speranza, che se non esiste un mondo ideale esiste però la volontà di rendere migliore la vita non solo della società, ma di ogni individuo, di ogni essere vivente. Il mondo globale parte dal riconoscimento delle esigenze di ogni persona, dal confronto delle idee democratiche. Costruire una civiltà significa superare le divisioni, le rivalità per fare qualcosa di concreto e positivo, che si sviluppi e porti al miglioramento della vita quotidiana. Certo, questo progetto è solo un piccolo seme, un piccolo sogno, ma forse bisogna crederci, provarci almeno a migliorare le cose. Sognare una Gerusalemme veramente in pace, una Sarajevo rinata per sempre dopo le ferite della guerra, un’Europa che torni a essere una grande Europa. Una vita migliore, un sole giallo che attraversa il mondo e lo unisce, sorgendo ogni giorno a qualsiasi latitudine. Non ci sono frontiere che possano fermarlo.
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