La democrazia di Capezzone e dell’Europarlamento
«I prìncipi avevano (…) materializzato la violenza; le repubbliche democratiche dei nostri giorni l’hanno resa del tutto spirituale, come la volontà umana, che essa vuole costringere. Sotto il governo assoluto di uno solo, il dispotismo, per arrivare all’anima, colpiva grossolanamente il corpo; (…) ma nelle repubbliche democratiche, la tirannide non procede affatto in questo modo: essa trascura il corpo e va diritta all’anima. Il padrone non dice più: tu penserai come me o morirai; dice: sei libero di non pensare come me; la tua vita, i tuoi beni, tutto ti resta; ma da questo giorno tu sei uno straniero fra noi. Conserverai i tuoi privilegi di cittadinanza, ma essi diverranno inutili (…). Resterai fra gli uomini, ma perderai i tuoi diritti all’umanità. Quando ti avvicinerai ai tuoi simili, essi ti fuggiranno come un essere impuro (…). Va’ in pace, io ti lascio la vita, ma ti lascio una vita che è peggiore della morte».
(Alexis de Tocqueville, La democrazia in America, Utet 1969, vol. I, pp. 302-303)
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